Home Rodigino Dietro la cittadella sanitaria è quasi pronto il nuovo carcere

Dietro la cittadella sanitaria è quasi pronto il nuovo carcere

Il 2015 dovrebbe essere, finalmente, l’anno giusto per veder inaugurato il nuovo carcere di Rovigo. O, perlomeno, questo è l’auspicio formulato recentemente dal sindaco Bruno Piva, nella speranza di veder giungere la parola fine in calce a una storia che dura ormai da quasi un decennio. La struttura, che occuperà un’area di quasi 10 ettari proprio alle spalle della cittadella socio-sanitaria di viale Tre Martiri, avrebbe dovuto essere pronta già da due anni. Era stato l’allora guardasigilli del governo Prodi, Clemente Mastella, a porre la prima pietra della nuova struttura nel 2007. Il cantiere è stato però rallentato da numerosi inconvenienti, comprese le disavventure della Sacaim, l’impresa appaltatrice del progetto.
Adesso, pare che la struttura possa essere consegnata nel prossimo mese di settembre, dando così modo al ministero della giustizia di iniziare l’iter necessario alla sua apertura che dovrebbe comprendere anche un bando di concorso per l’assunzione di nuovi agenti di polizia penitenziaria. Il carcere rodigino, che occuperà poco più di 25 mila metri quadri, è stato pensato come un edificio di 4 piani: tre saranno riservati alle celle per i 200 detenuti previsti nei sei bracci, mentre al piano terra sono previsti spazi per gli uffici, i servizi, una palestra, l’infermeria, una sala polivalente e anche un luogo per la preghiera. Accanto al carcere vero e proprio, i 150 agenti in servizio avranno a disposizione una caserma con 20 alloggi.
L’apertura della casa di reclusione rodigina promette di offrire un significativo contributo contro il sovraffollamento delle carceri venete, e in particolare della grande struttura di Padova. Proprio lo scorso mese di giugno scadeva l’ultimatum della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo: pur avendo presentato una situazione in miglioramento, l’Italia rimane sotto osservazione per la disastrosa situazione delle sue carceri e rischia di vedersi condannata a risarcire migliaia di persone per le sofferenze inflitte loro durante gli anni di detenzione in strutture fatiscenti e sovraffollate.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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