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Grande Padova? “Sì al confronto”

No alla Pa.tre.ve. Sì alla “Grande Padova”. Ha le idee chiare il neosindaco di Padova Massimo Bitonci che, già il primo giorno del suo insediamento, ha messo i puntini sulle i riguardo tale questione e boccia il progetto della futura città metropolitana Padova, Treviso e Venezia, scelta che rimescola le carte anche a Cadoneghe e Vigodarzere. “L’idea che Padova diventi una colonia di Venezia non mi piace. E poi i bilanci di quel Comune sono più vicini a quelli di Roma che ai nostri”». Ma i motivi non sono solo questi. Per Bitonci “al centro ci deve essere Padova. Ho continui contatti con i sindaci della cintura urbana e delle terme ansiosi di entrare nel progetto di una Grande Padova, con servizi condivisi per 400mila abitanti”.
A dire la verità si tratta di un progetto già coltivato in parte dalla sinistra. Era il 2004 quando l’allora sindaco Zanonato annunciò che Palazzo Angeli, quello all’angolo fra via Roma e il Prato, sarebbe diventato il municipio della città metropolitana, ma non è mai riuscita a realizzarlo. Sulla “grande Padova” sono intervenuti in queste settimane i diretti interessati, ossia i sindaci dei Comuni della cintura urbana, fra i quali Vigonza, Cadoneghe e Vigodarzere.
Per il sindaco di Cadoneghe Michele Schiavo le unioni allargate sono un’opportunità. “Sono sempre pronto al confronto, alla collaborazione e alla condivisione del proposte. Personalmente credo che nel caso si decida per un allargamento di funzioni, l’amministrazione di Cadoneghe lavorerà per farlo nel migliore dei modi. Ma prima è necessario un momento collettivo di confronto attorno ad un tavolo di concertazione”.
Francesco Vezzaro, sindaco di Vigodarzere, dal canto suo accoglie con interesse la proposta di Bitonci. A patto che non si ritorni allo schema e al modello della Provincia. “Il rischio potrebbe essere quello di dar vita ad una copia della Provincia. Tuttavia, parlare di una grande Padova in termini di area vasta che coinvolga i Comuni appena fuori dalle mura, può rappresentare un discorso e un tema di discussione interessante al quale non dico no a priori. Bisognerà fare dei ragionamenti sulla condivisione di servizi, ambiti e funzioni, ma non lascerei cadere del tutto l’ipotesi della PaTreVe”.
Ovviamente tutti chiedono di trovarsi a discuterne insieme. Padova, tra l’altro, non deve finire per prevaricare sugli altri Comuni della cintura urbana. Servono regole chiare. E, prima ancora, parità di peso al momento di compiere scelte strategiche per il futuro dell’hinterland.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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