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Nuovo Cda alla Beggiato

Insediato il nuovo consiglio d’amministrazione della Casa di Riposo “Beggiato”, nominato dal sindaco Antonio Ruzzon e in carica per i prossimi cinque anni. Dei cinque componenti quattro sono volti nuovi e due le donne. Il presidente che raccoglierà il testimone dall’uscente Antonio Manta è stato eletto dal consiglio in occasione della prima riunione. Prima di questo atto il sindaco Ruzzon ha comunicato al consiglio comunale i nomi del nuovo Cda della “Beggiato”. Entrano in consiglio Gianfranco Zogno, 72 anni, pensionato, fondatore dell’Anffas di Conselve e della Cooperativa Alambicco, Cinzia Bacchin, 37 anni, coordinatore del Centro Alzheimer aperto ad inizio anno a Conselve; Filippo Cobuccio, 65 anni, pensionato, già nel consiglio della Casa di Riposo negli ultimi due mandati nonché volontario della Pro Loco; Chiara Martinati, 43 anni, avvocato e Cristian Maneo, 37 anni, ex consigliere comunale. Per i prossimi cinque anni avranno il compito di gestire la struttura che conta 170 ospiti e circa 130 dipendenti. “Faccio a tutti i migliori auguri di buon lavoro – afferma il sindaco – nella scelta ho tenuto conto delle competenze in ambito sociale ma anche delle sensibilità e motivazioni di ciascuno. La conferma di un consigliere uscente permette di mantenere la memoria storica della precedente gestione. Rivolgo un sincero ringraziamento al presidente uscente Antonio Manta e ai consiglieri che hanno amministrato la Casa di Riposo in questi anni, con la preziosa collaborazione di tutto il personale”.
Non è mancata la polemica a margine delle nomine, innescata dal Movimento 5 Stelle. “Il Partito Democratico – ha dichiarato Daniele Bianchi – ha messo le mani, di nuovo, sul consiglio d’amministrazione. Il sindaco ha preferito non avere problemi con i vecchi compagni di merende e ha nominato Maneo, fregandosene del nome fatto dal nostro gruppo. Avevamo proposto l’alternanza con il nostro consigliere ma hanno rifiutato”. “Noi eravamo disposti a trovare un nome condiviso – ha ribattuto Cristian Maneo – ma non potevamo accettare la proposta dell’alternanza, una delle peggiori pratiche da prima repubblica. Non facciamo accordi a tavolino nel segno della più becera spartizione. Abbiamoo cercato fino all’ultimo la condivisione di un nome ma non c’è stato verso di arrivare ad un soluzione condivisa così alla fine abbiamo lasciato che fosse il sindaco a fare la sua scelta”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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