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Fusione, ora si fa sul serio

Lo Stato ha introdotto l’obbligo per i comuni al di sotto dei 5mila abitanti di gestire in forma associata le funzioni amministrative fondamentali, indicando tre possibili percorsi per raggiungere lo scopo: convenzioni, unioni, fusioni tra enti locali. Per rispettare tale imposizione, le municipalità di Due Carrare, Cartura, San Pietro Viminario e Pernumia, hanno scelto di convenzionarsi tra loro tenendo, comunque, aperta la porta ad altre possibilità. Scartata l’ipotesi unione, le amministrazioni dei quattro comuni, hanno, infatti, deciso di sondare anche la strada della fusione che porterebbe alla costituzione di un nuova entità amministrativa, incaricando nei mesi scorsi un professionista di redigere uno studio di fattibilità. “Abbiamo iniziato il percorso di gestione associata partendo dalle convenzioni — spiega il sindaco Massimo Zanardo – però la gestione di tutte le funzioni fondamentali tramite convenzioni risulta complessa e crea problemi per il patto di stabilità. Le convenzioni hanno di positivo l’elasticità e di negativo la complicazione operativa. Per quanto riguarda le unioni tra comuni, abbiamo già avuto, in passato, un’esperienza simile, che per Cartura si è rivelata negativa”.
Lo studio di fattibilità per la fusione è già stato consegnato agli enti locali committenti. Dal documento emerge che le condizioni per la fusione sono favorevoli, in quanto le quattro municipalità presentano situazioni e caratteristiche omogenee dal punto di vista culturale ed economico. In caso i cittadini decidano, tramite referendum, di fondere i quattro comuni, si costituirebbe un nuovo ente locale da poco più di 20 mila abitanti e con un’estensione di 69 km quadrati.
Tra i vantaggi che porterebbe la fusione, indicati nello studio di fattibilità, figurano la diminuzione della pressione tributaria, l’aumento dei trasferimenti statali, l’ottimizzazione dell’organizzazione della macchina amministrativa con progressiva specializzazione dei dipendenti e il miglioramento dello standard dei servizi alla cittadinanza. Di contro, le criticità evidenziate riguardano le difficoltà nella riorganizzazione del personale e quelle legate all’accettazione da parte dei cittadini dei quattro comuni di far parte di una nuova municipalità. “Dopo che anche gli altri comuni avranno fatto le loro presentazioni dello studio di fattibilità – precisa Zanardo – si inizierà un percorso che dovrà vedere il coinvolgimento anche delle minoranze consiliari, in quanto si tratta di una scelta strategica per il futuro del nostro territorio e dei nostri cittadini.
C’è la consapevolezza che non si può rimanere soli, ma è necessario aggregare i servizi e anche gli enti, al fine di poter continuare ad erogare i servizi ai cittadini e al territorio in un’ottica di ottimizzazione e contenimento dei costi. Ogni giorno, come amministratori, ci scontriamo con la continua riduzione dei trasferimenti e con l’incremento delle problematiche da gestire, ci rendiamo pertanto conto che quella delle aggregazioni è una strada obbligata. In ogni caso la scelta finale di organizzazione spetterà ai cittadini, che dovranno esprimersi con un referendum”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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