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Pediatria, atto secondo

A fine agosto, come concordato con la direzione dell’Uls 17, ci sarà un nuovo incontro sul caso del servizio di continuità pediatrica dopo la chiusura dei due ambulatori di Conselve e Este, la scorsa primavera. Lo hanno chiesto e ottenuto i promotori della massiccia raccolta di firme, oltre duemila, fra Conselve, Bagnoli e Terrassa. Intanto durante l’estate l’Uls ha prorogato per altri quattro mesi il contratto ai quattro pediatri presenti nei fine settimana nel reparto di Pediatria di Monselice dopo la contestata sospensione degli ambulatori festivi di Conselve ed Este.
Poiché tutti i casi confluiscono al Pronto Soccorso di Monselice e vengono direttamente indirizzati in reparto, i vertici sanitari, dopo la chiusura dei due ambulatori periferici, avevano arruolato quattro pediatri da impiegare proprio nei fine settimana. A fine giugno l’incarico è scaduto ma l’Uls ha scelto di rinnovarlo fino al 30 ottobre “per assicurare l’attività di supporto a Pediatria” si legge nella delibera approvata qualche giorno fa “per la gestione degli accessi festivi e prefestivi di pronto soccorso da 0 a 18 anni, che si mantengono superiori a 30, con picchi di 50. Considerato che non sono disponibili risorse umane all’interno della predetta unità operativa, risulta indispensabile provvedere alla proroga degli incarichi fino al trasferimento nel nuovo ospedale”.
Da qui il rinnovo del contratto ai quattro pediatri per altri 18 turni di 12 ore. Infine la delibera aggiorna a 54.752 euro la spesa complessiva per il servizio nel 2014. Non si fa attendere il commento da parte del gruppo consiliare di Conselve “Insieme per il bene comune” e del circolo del Pd, promotori della raccolta di oltre duemila firme a favore degli ambulatori pediatrici. “Forse avevamo ragione – afferma Cristina Sturaro, consigliere comunale – quando sostenevamo che il pronto soccorso e la Pediatria di Monselice, chiamati a supplire la vacanza creata dalla brusca interruzione, si sarebbero “intasati” per le richieste di assistenza sanitaria ai minori. I numeri riportati dall’Uls lo confermano, soprattutto se consideriamo che siamo in una stagione in cui non si verificano picchi di malattie e infezioni tipiche dell’inverno. Forse è stato commesso un errore quando si pensava che la richiesta di consulenze pediatriche nei fine settimana fosse alta solo perché il servizio era a portata di mano. E poi, quanto effettivamente è stato risparmiato in questi mesi? A questo punto chiediamo ora una rivalutazione e un riesame della situazione e delle decisioni prese ribadendo fermamente la necessità e l’utilità dello stesso servizio. Il nostro unico interesse era e rimane il benessere dei bambini e delle loro famiglie, aspetto che, purtroppo, è stato disatteso dai sindaci del nostro territorio”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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