Home Veneziano Miranese Nord “Insieme per contare di più”

“Insieme per contare di più”

C’è entusiasmo e convinzione fra i sindaci del Miranese che hanno siglato l’intesa per dare vita all’Unione dei Comuni. I primi cittadini dell’area sottolineano come si tratti di un passo quasi obbligato, per far fronte a problemi complessi che da soli i singoli comuni del comprensorio non possono risolvere. Tutti i sindaci firmatari congiuntamente, sottolineano come “In questo modo nasce ufficialmente quella che si può definire come la quarta città del Veneto, con oltre 120.000 abitanti distribuiti in 150 km². Numeri notevoli, portatori di enormi potenzialità e, allo stesso tempo, di significative responsabilità per noi amministratori. Ma, al di là delle dimensioni, ciò che più importa è l’impatto che questo nuovo soggetto amministrativo avrà sulla vita dei Comuni che rappresentiamo e, quindi, sui loro cittadini”. Il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello rimarca l’importanza dell’accordo siglato nelle scorse settimane, ma anche invita ora tutti i protagonisti “a procedere spediti con le scadenze che si sono prefissati”, senza cioè accumulare ritardi. Ma non solo. “L’obbiettivo principale – spiega la Pavanello – è quello di dare maggiori risposte ai cittadini razionalizzando i servizi e risorse in un periodo di difficoltà economiche come queste“. Fra i più impegnati a far funzionare la neonata Unione c’è il sindaco di Noale eletto da poco Patrizia Andreotti, a capo di una coalizione di centrosinistra. “Ho subito promosso – spiega la Andreotti — la realizzazione di questa Unione fin da quando ero consigliere di opposizione alla giunta centrista del sindaco Michele Celeghin. Per questo, una volta diventata primo cittadino si è trattato per me di una scelta naturale. Ci sono problemi che da soli come enti locali non possiamo più affrontare se non in maniera poco soddisfacente, per questo l’Unione invece è un modo di rispondere ai cittadini in modo appropriato alla complessità delle problematiche che emergono dai territori. Intanto daremo il via all’unione delle polizie locale. Ciò permetterà di razionalizzare il servizio, avendo un comando unico che sarà a Mirano, magari includendo controlli serali a rotazione. Via via poi si uniranno le Protezioni Civili e poi il settore Risorse Umane. Si farà tutto un passo alla volta, ma alla fine non ci sarà chi resterà indietro. Fra i temi che più stanno a cuore ai sindaci dell’area c’è anche quello della mancanza di lavoro e della crisi economica”. Pure il sindaco di Spinea Silvano Checchin appena rieletto a capo di una giunta di centrosinistra, difende e promuove la scelta fatta. “Prima di arrivare alla sigla dell’accordo fatto a Noale – dice Checchin – sono passati quattro anni in cui abbiamo commissionato studi e ricerche a istituzioni riconosciute e di altissimo prestigio come l’Università di Padova. Questi studi dimostrano la validità del progetto dell’Unione dei Comuni“. L’Unione dei Comuni come realtà è prevista dall’ordinamento da quasi una ventina d’anni. “Non si tratta — dice Checchin — di aumentare o complicare la vita dei cittadini con nuove sovrastrutture burocratiche che vanno ad aggiungersi a quelle esistenti. Si vuole invece dare risposte che da soli per dimensioni non potremo nemmeno abbozzare. Su problemi come grandi opere, infrastrutture, sanità è opportuno che i territori parlino con una sola voce. Sarà una voce più ascoltata all’interno di una futura area vasta come la Città Metropolitana o da Regione o dallo Stato”. A chi fra i colleghi sindaci o i gruppi di opposizione si scaglia contro questa nuova realtà, Checchin risponde in modo netto. “La scelta a questo punto — dice il sindaco di Spinea — è fra chi si vuole impegnare e rischiare in un progetto ambizioso ma necessario per rispondere alle istanze dei cittadini, e chi invece sta alla finestra a guardare cosa succede e fa le pulci agli altri. Chi la butta in politica, cioè dice che si tratta di una unione fatta da sindaci di centrosinistra, dimentica a esempio che fra gli aderenti il comune di Santa Maria di Sala è guidato da una giunta orientata a centrodestra” .

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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