Home Rodigino Adria Enaip: sui banchi s’impara l’intelligenza delle mani

Enaip: sui banchi s’impara l’intelligenza delle mani

Maggiore attenzione nei confronti degli studenti e maggiore considerazione della scuola da parte della società e del mondo politico: queste sono le esigenze che il dirigente scolastico dell’Enaip di Rovigo, Giovanni Amidei, individua come priorità.
Ma cosa chiedono i ragazzi? Chi si rivolge alle scuole di formazione professionale vuole imparare a fare, cerca di acquisire quella che all’Enaip chiamano “intelligenza delle mani”: ecco dunque che viene dato ampio spazio alle attività di laboratorio.
Fin dal primo anno le ore di laboratorio equivalgono al 50 per cento del monte ore complessivo, mentre nel secondo e terzo anno si riducono al 30 per cento ma con uno stage di tre o quattro settimane in azienda.
L’attenzione nei confronti dei ragazzi è evidente nella scelta delle aziende convenzionate: sono individuate in base a precisi requisiti di qualità e sicurezza, perché possano offrire una efficace esperienza formativa, ma si tiene conto anche della residenza degli studenti, perché possano raggiungere la ditta agevolmente.
Amidei spiega che lo stage è un’opportunità molto importante per i ragazzi: i più capaci e volenterosi vengono coinvolti nei tirocini estivi e, in generale, entro un anno dal conseguimento della qualifica il 55 per cento degli studenti ha un lavoro coerente con il percorso formativo seguito.
La crisi economica si fa sentire anche in questo caso perché in passato la percentuale superava anche il 70. Nei due centri polesani dell’Enaip, a Rovigo e a Porto Viro, ci sono circa 430 iscritti, sia maschi che femmine, che seguono i corsi di operatore elettrico, operatore meccanico, operatore ai servizi di vendita, operatore del benessere con indirizzo acconciatura o estetista, e operatore della ristorazione con indirizzo servizi di sala e bar.
Amidei ritiene che sarebbe auspicabile che le varie istituzioni scolastiche lavorassero maggiormente in rete: gli abbandoni scolastici in Polesine sono sotto la media nazionale ma si può fare ancora di più.
Esiste un accordo tra l’Enaip e l’Ipsia “Marchesini” di Rovigo per permettere agli studenti che hanno conseguito il diploma di qualifica di proseguire gli studi nell’ambito dell’istruzione professionale.
Ma Enaip cerca di fare la sua parte cominciando dall’interno, ovvero predisponendo per ogni classe un tutor che ha il compito di limare o evitare possibili problematiche, contribuendo a creare un clima di classe più efficace per il lavoro e favorendo l’inserimento di ragazzi extracomunitari, circa il 30 per cento.
I tutor hanno anche il compito di lavorare sulla motivazione degli studenti che spesso arrivano demoralizzati e delusi dalle precedenti esperienze scolastiche.
Tuttavia, il grande lavoro svolto dalle scuole di formazione professionale è spesso misconosciuto: ad esempio, i dipendenti di questo tipo di scuola ricevono gli stipendi in ritardo di qualche mese perché la Regione eroga i finanziamenti con lentezza.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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