Home Rodigino Adria Idea anticrisi: affittare un negozio pagando solo un euro al giorno

Idea anticrisi: affittare un negozio pagando solo un euro al giorno

Il sindaco, giustamente sempre molto attivo sul fronte del commercio e della sua tutela, aveva lanciato la sfida. E non è mancato chi ha voluto raccoglierla immediatamente. Cercando di individuare una via attraverso la quale gli esercenti possano vincere la crisi attuale. Che ha come prima ripercussione anche un progressivo svuotamento dei centri storici, che sarebbe invece importante riqualificare.
Così Massimo Garbin, imprenditore locale, ha deciso di dire la sua. Da qualche tempo sulla vetrina del suo negozio, in Corso Vittorio Emanuele Sud, campeggia una dicitura che più chiara davvero non potrebbe essere: “Affittasi a un euro al giorno”. E’ lo stesso Garbin a confermare e spiegare la sua iniziativa. “Era da tempo che mi domandavo — dice — cosa avrei potuto fare per rivitalizzare il nostro tessuto commerciale e alla fine ho avuto questa idea”.
Le condizioni sono chiare: un euro di affitto al giorno per un periodo di sei mesi. Non è la prima volta che si tenta una operazione del genere in città. Sia per cercare di individuare un antidoto alla crisi, sia per cercare di rivitalizzare il centro, il cuore della città.
Una impresa di questo tipo era infatti stata tentata anche dal gruppo Spazi Aperti di Adria, un gruppo multidisciplinare che sta studiando strategie per rilanciare il commercio in centro. Un tentativo partito con l’insediamento, in piazzetta XX Settembre, di un negozio che vende prodotto biologici a chilometri zero. Anche in questo caso la formula è sostanzialmente la stessa: affitto a un euro al giorno per i primi quattro mesi, quindi un graduale adeguamento del canone valutando anche il mercato.
L’obbiettivo è quello di arrivare, nel giro di due o tre anni, a un affitto standard. Il tutto poi anche con la possibilità di godere di un accesso facilitato al credito, oltre che avere a disposizione strategie di marketing e visibilità, da perseguire in vario modo. In questo caso comunque il progetto — che si chiama Botteghe Nuove — prevede una serie di limitazioni. E’ destinato in particolare a nuove tipologie di attività commerciali, che non siano già presenti in zona. Una clausola che ha un motivo ben preciso: evitare che ci sia chi semplicemente decida di trasferire la propria attività con l’unica motivazione di godere del canone agevolato.
Lo scopo dell’iniziativa infatti non è certo questo. Quanto, piuttosto, offrire a chi decide di “provarci”, giovane o meno che sia, una concreta base di partenza e di appoggio. E, in parallelo, rivitalizzare il centro cittadino. Questo nell’immediato.
A lungo termine infatti, nelle speranze degli ideatori, Botteghe Nuove dovrebbe alla fine diventare un vero e proprio progetto pilota che arrivi a coinvolgere tutti gli operatori commerciali, per fare in modo di coordinare e riqualificare la “veste” dei vari esercizi commerciali — facciate e vetrine in primis — oltre che mettere a punto anche una strategia di comunicazione coordinata.
Un bel progetto. Intanto, nell’immediato la speranza è quella di uscire dalla crisi.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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