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Si torna a scuola tra vecchi disagi e nuove promesse

L’anno scolastico ha preso il via lo scorso 15 settembre proprio mentre al Governo sono in corso i lavori per definire quella che sarà “La Buona scuola”, la riforma che il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini hanno illustrato nelle linee guida lo scorso 29 agosto. Una riforma che proprio con l’occasione della riapertura delle scuole è stata sottoposta al giudizio pubblico di docenti, genitori, e tutti gli addetti ai lavori, in una consultazione on line che si concluderà il prossimo 15 novembre. Quanto sarà buona la scuola di domani si vedrà in un futuro non troppo lontano, se il percorso stabilito per tappe rispetterà i tempi prefissati a fine agosto, in base ai quali entro il 15 dicembre si dovrebbe procedere alla predisposizione della bozza del Decreto Legge, per poi, entro gennaio, dare avvio all’attuazione amministrativa della riforma. Intanto questo anno scolastico ha preso il via con i soliti “riti”, le corse e le note difficoltà “organizzative” per “reclutare” il personale docente necessario entro il suono della prima campanella. Tra immissioni in ruolo decise dal Ministero dell’istruzione e le convocazioni per le supplenze annuali si è insinuata un’altra difficoltà, che a cadenza triennale si ripete, e cioè il “ritardo” del rinnovo delle graduatorie d’istituto, da cui i dirigenti scolastici possono attingere supplenti nel caso in cui le altre graduatorie fossero esaurite. “Il problema di ogni anno – spiega Sandra Biolo della Cisl Scuola Venezia – è il ritardo col quale il Miur comunica le assunzioni in ruolo. In agosto l’Ufficio Scolastico Provinciale ha dovuto fare le corse per le operazioni di mobilità e le nomine in ruolo. Nomine che vengono fatto attingendo dalle Graduatorie ad esaurimento e quelle dei concorsi. Ma non è semplice reperire il personale iscritto. Quest’anno poi tutte le nomine in ruolo dovevano essere fatte entro il 1° settembre e, nonostante le difficoltà anche legate alla convocazione, è stata rispettata la scadenza. Entro il 12 settembre si è provveduto anche alle nomine delle supplenze annuali per tutti gli ordini di scuola. Questo personale, tuttavia, entrerà in servizio ad anno scolastico già iniziato”. Rimane aperta comunque la questione dei posti non coperti. “La scuola dovrà preoccuparsi di chiamare i docenti attingendo dalle graduatorie d’istituto – spiega ancora la dottoressa Biolo -. I dirigenti faranno riferimento però alle vecchie graduatorie, in attesa che le nuove siano definitive. I docenti sono convocati fino “ad avente diritto”. E questo comporta il rischio che ad anno in corso gli insegnanti siano cambiati, inseriti in base alle nuove graduatorie. E questo è un disagio enorme per tutti!”. C’è infine la questione delle nomine in ruolo degli insegnanti di sostegno. “Nel Veneziano sono troppo pochi – denuncia Biolo – rispetto alle necessità. Il problema è che le nostre Università non attivano i corsi per preparare docenti specializzati. Spesso si chiama allora dalle graduatorie comuni”.
Questa è la scuola di oggi, cosa sarà quella di domani giudicando la riforma? “La stabilizzazione dei precari delle Graduatorie ad Esaurimento, se sarà fatta, – commenta l’esponente della Cisl Scuola – è una buona cosa. Il punto vero è che il testo della Buona scuola, conquista, così come è stato presentato, ma ci saranno le risorse per una riforma organica e completa della scuola? La stabilizzazione dei precari è un buon punto di partenza ma rimane il problema di fondo la cui soluzione non è stata presa in considerazione: la necessità di restituire dignità sociale, economica e culturale ai docenti. Gli insegnanti guadagnano troppo poco, il loro contratto è bloccato da 7 anni. Gli stipendi non sono più all’altezza di corrispondere ad una professione tanto impegnativa. Gli insegnanti vanno valorizzati e devono godere di una considerazione sociale diversa. Chi fin qui si è succeduto al Governo non ha proceduto in questa direzione, anzi. I docenti sono genericamente inseriti nel generico calderone dei pubblici dipendenti, quelli che per luogo comune vengono definiti assenteisti e fannulloni”. “La scuola ha bisogno di una riforma organica che i rapidissimi cambi al vertice del Governo – prosegue – non hanno permesso. Chi ha governato, tuttavia, non ha rinunciato a lasciare il proprio segno nella scuola: chi usando il cacciavite, chi la ruspa, ma nessuno ha agito con una complessiva riforma della scuola. “La Buona Scuola” è una riforma organica che tuttavia trascura l’annosa e fondamentale questione delle retribuzioni degli insegnanti, e non prende in considerazione la questione del personale Ata che pure è essenziale per far funzionare le nostre scuole”. E, per finire, il concorso a cattedra preannunciato per il 2015. “E’ fondamentale – conclude Sandra Biolo – che si arrivi ad una forma di reclutamento degli insegnanti unica, seria e certa. Se oggi un giovane laureato mi chiedesse qual è la strada per diventare insegnante non saprei proprio cosa rispondere. In questi anni abbiamo visto di tutto. Ogni ministro dell’Istruzione se n’è inventata una. In realtà fino ad oggi non esiste un percorso certo, che possa avviare alla professione dell’insegnamento. Gli aspiranti docenti procedono in ordine sparso, sottoposti alla graticola del precariato e senza nessuna certezza per il futuro”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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