Home Veneziano Cavarzere “Sperimentazione, altri 9 anni di proroga”, la Regione ne concede 3

“Sperimentazione, altri 9 anni di proroga”, la Regione ne concede 3

Il sindaco Henri Tommasi (in foto) ha affrontato la questione della cittadella socio-sanitaria durante l’incontro della V Commissione Regione Veneto per portare all’attenzione della Regione il futuro della struttura.
“A 10 anni esatti dall’avvio della sperimentazione si può affermare che le esigenze di contenimento dei costi, di soddisfazione quali/quantitativa della domanda di prestazioni della popolazione e di presidio sociale del territorio hanno trovato soddisfacente realizzazione nel cavarzerano – ha spiegato il primo cittadino. – Tuttavia la propositività dell’esperienza rischia di essere messa in discussione dal percorso avviato a seguito della legge regionale n.39/2013 che prevede per le società partecipate valutate positivamente e ritenute strategiche ai sensi della legge regionale n.24/2014, l’adozione obbligatoria di procedure e limiti operativi previsti dalla normativa vigente per la pubblica amministrazione”.
“La storia della sanità cavarzerana negli anni precedenti la realizzazione della cittadella — prosegue il sindaco – dimostra con sufficiente evidenza che il ritorno ad una gestione totalmente pubblica riprodurrebbe le difficoltà operative che avevano portato nel corso degli anni Novanta allo scadimento dell’offerta di servizi alla quale la nascita della cittadella ha saputo ovviare”.
Si pone pertanto il problema di quali strumenti adottare per contrastare la prevedibile evoluzione, evitando di penalizzare ulteriormente un territorio che, per struttura demografica ed economica della popolazione, presenta evidenti spunti di fragilità.
Il sindaco quindi mette in campo le varie ipotesi, la prima delle quali potrebbe essere un intervento completamente pubblico che realizza l’ospedale di comunità a Cavarzere.
Qualora dal pubblico le risorse non fossero disponibili allora si tenga presente che c’è un privato che ha le risorse per farlo, che è intenzionato ad investire naturalmente a condizione di poter ammortizzare nel tempo i costi iniziali.
A questo punto due sono, a giudizio del sindaco e della sua giunta, le ipotesi percorribili: la prima consiste nell’autorizzare una proroga della sperimentazione gestionale attualmente in essere per un periodo che non può essere inferiore ai 9 anni, in considerazione dei rilevanti investimenti strutturali necessari a mettere a norma il complesso edilizio e a realizzare l’ospedale di comunità previsto dalla legge regionale n.23 del 29/06/2012. “Per garantire i livelli di efficienza ed efficacia finora dimostrati — prosegue Tommasi – l’atto di proroga dovrebbe particolarmente presidiare la possibilità, per la società, di agire comunque utilizzando gli strumenti di diritto privato, evidentemente più agevoli e vantaggiosi facendo magari ricorso ai patti parasociali”.
La seconda ipotesi è stabilizzazione dell’ente che, dotato degli opportuni strumenti di accreditamento, sia messo in condizione di garantire i livelli di assistenza attualmente erogati ai residenti del cavarzerano.
“Il timore – afferma il sindaco – è che si risolva tutto in un nulla di fatto e che l’ospedale di comunità rimanga solo sulla carta”.
Durante il suo intervento nella V Commissione il sindaco Tommasi ha sottolineato l’importanza e la rilevanza sociale delle attività svolte. Come noto la struttura è gestita da una società partecipata, istituita nel 2004; l’iniziativa vede la partecipazione prevalente dell’Ulss 14 di Chioggia che detiene il 51% del capitale sociale e la presenza assolutamente minoritaria del comune di Cavarzere, con l’1% delle quote. La gestione dell’iniziativa è affidata ad un socio privato che possiede il residuo 48% dell’assetto sociale.
“Operando in ambito esclusivamente ambulatoriale – conclude Tommasi – la struttura è stata ben presto in grado di offrire, sotto il profilo chirurgico, prestazioni di oftalmologia, ortopedia e chirurgia vascolare la cui fruizione risultava e risulta problematica in numerose aziende sanitarie del Veneto per la lunghezza delle liste di attesa e costringe, non raramente, gli utenti a rivolgersi ad erogatori privati. Sotto il profilo diagnostico le nuove tecnologie introdotte dal socio privato hanno consentito un ampliamento dell’offerta sia di immagini (Ecografia, ecocardiografia, ecc.) che di laboratorio”. Altro dato positivo, la percentuale dei non residenti tra i pazienti trattati è cresciuta contestualmente di anno in anno fino a raggiungere, nell’anno 2013, il 20,70%.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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