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A novembre il trasloco

Cantiere ormai chiuso, primi pazienti già a novembre e piena operatività entro dicembre. L’estate del cantiere di Schiavonia si è chiusa con più di qualche certezza. Il polo ospedaliero unico è ormai completato: entro fine ottobre l’Usl 17 darà il via alle operazioni di trasferimento di materiale e personale dagli ospedali di Este e Monselice. In questo rush finale sono ben 600 gli operai attivi in cantiere. La mensa che per anni ha ospitato i lavoratori è stata già sbaraccata e in queste ore si sta procedendo alla rimozione delle gru. Con sale e ambulatori praticamente completati, in queste settimane sono in via di montaggio anche le nuove macchine per la tac e per la risonanza magnetica: almeno la metà delle macchine diagnostiche sono state rinnovate rispetto alla dotazione dei vecchi ospedali. I posti auto, già ben visibili, saranno in tutto 1.800 — 1.300 dei quali per i cittadini — e saranno tutti completamente gratuiti: notizia, questa, che fuga le polemiche anticipate per chi andava annunciando che posteggiare a Schiavonia avrebbe richiesto un obolo da parte dei pazienti.
Oltre a preparare gli ambulatori e i macchinari per i primi arrivi degli utenti, i lavoratori del cantiere stanno ultimando l’auditorium da 150 posti che dà un tocco architettonico carattestico all’ingresso dell’ospedale. In questo spazio, poi, hanno già trovato spazio una serie di negozi — gli spazi sono tuttavia ancora da assegnare — che rendono particolarmente invitante l’accesso dell’ospedale, molto simile alla hall di un aeroporto. Più che l’estetica — e su questo la firma dell’architetto francese Aymeric Zublena è una garanzia — sarà tuttavia la funzionalità e l’offerta sanitaria a promuovere o meno, a conti fatti, la struttura di Schiavonia. La data dell’inaugurazione ufficiale del polo unico non è ancora stata resa nota. A tener banco, in questi giorni di rivoluzione, sono in realtà altri due argomenti. Il primo è quello della viabilità collegata al nuovo ospedale: con una regionale 10 che tarda ad arrivare — e sarà anche a pagamento — i Comuni stanno cercando soluzioni di trasporto pubblico che possano favorire in particolare l’utenza debole.
L’altro grande capitolo di discussioni riguarda la riconversione degli ospedali dismessi: se Monselice ha già presentato un dettagliato piano edilizio, è ancora in alto mare la discussione sul futuro dell’ospedale di Este, vessato e vincolato in particolare dai limiti archeologici del centro storico atestino.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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