Home Rodigino Aperture domenicali, sarà scontro duro. Con l’arrivo dell’autunno si affilano le armi

Aperture domenicali, sarà scontro duro. Con l’arrivo dell’autunno si affilano le armi

La tematica legata alle aperture domenicali degli esercizi commerciali è sicuramente una delle più spinose degli ultimi anni che coinvolgono enti di vario genere e moltissime realtà locali e non solo, visto che non sono rare le manifestazioni a carattere nazionale che accusano questa tendenza – ormai diventata routine – di essere la causa di molti malesseri dei cittadini, in questo caso coloro che lavorano all’interno dei negozi che non possono usufruire del riposo necessario per legge nel giorno festivo.
Dal punto di vista umano secondo alcuni si tratta di una pratica che porta allo sfaldamento delle famiglie che non possono avere a disposizione un intero giorno da passare insieme. Ma non solo visto che, come dimostrano i dati del settore, l’incremento delle vendite non è esponenziale come si vuol far credere e quella di recarsi al centro commerciale è una pratica che ha impoverito anche molti ambiti del territorio.
Tantissimi sono infatti i cittadini del Polesine, ma in realtà di tutta l’Italia, che scelgono lo shopping, che a volte è una semplice passeggiata fra le vetrine, all’interno degli ampi spazi commerciali anziché prendere parte alle iniziative che si svolgono nel territorio e nei centri storici, sia culturali che di altro genere. Un generale impoverimento sia dal punto di vista emotivo quindi che da quello economico, visto che non vengono riconosciute maggiorazioni per chi lavora alla domenica: la giornata viene nella maggior parte dei casi fatta rientrare come una normale giornata lavorativa.
Nei mesi scorsi la tematica ha coinvolto anche le realtà cattoliche locali, in seguito alle esternazioni del pontefice, che avevano dichiarato attraverso il Mlac, ossia il Movimento lavoratori di azione cattolica della Diocesi di Adria e Rovigo, come le aperture domenicali dei negozi fossero dannose non solo per il ritmo familiare ed emotivo delle persone, ma in particolar modo per l’economia e per i risvolti negativi che i consumi fatti la domenica possono avere.
Il tema come ovvio non ha mancato di coinvolgere anche le associazioni di categoria che si sono dichiarate preoccupate per l’ipotesi delle dodici chiusure festive annue, che preannuncerebbero le restanti aperture, scelta che metterebbe in seria difficoltà le piccole imprese a conduzione familiare. A questa ipotesi va aggiunta quella che riguarda i lavoratori del centro commerciale “La Fattoria” di Rovigo che dalle prossime settimane non seguirà più la chiusura del lunedì mattina per aprire le porte praticamente tutti i giorni della settimana. Una situazione complessa e molto articolata che coinvolge non solo i lavoratori ma anche tutti coloro che si trovano a ruotare attorno al settore. Una battaglia dura, quella contro la “liberalizzazione” delle aperture, è quella che si preannuncia per il mondo del commercio e alla quale si è unita anche la Presidente della Provincia uscente Tiziana Virgili portando la questione ai tavoli decisionali della Regione, all’attenzione del Presidente Zaia e dell’Assessore Regionale al Commercio Coppola.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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