Home Veneziano Cavarzere Impianto a Biogas, l’esposto dei cittadini

Impianto a Biogas, l’esposto dei cittadini

L’impianto di digestione anaerobica di Revoltante e il progetto per la sua conversione in uno che producesse biogas, utilizzando la frazione organica dei rifiuti urbani, è oggetto di un esposto che un gruppo di cittadini della frazione di San Pietro e di altre zone di Cavarzere hanno presentato alla Procura di Venezia.
Secondo i venticinque cittadini firmatari dell’esposto, ci potrebbero essere delle incongruenze tra le date di presentazione delle varie istanze, finalizzate all’ottenimento di un finanziamento da parte del Ministero dello Sviluppo economico, e quella effettiva di autorizzazione all’impianto attuale e di inizio del suo funzionamento.
Nell’esposto, i cui i primi firmatari sono Paolo Campaci, Otello Piazzon, Umberto Zanellato e Andrea Berto, vengono ripercorse le tappe che hanno portato alla costruzione dell’impianto esistente e all’avvio della procedura di autorizzazione per la sua conversione, poi dichiarata “non assentibile” dalla Regione Veneto e quindi oggetto di un ricorso al Tar da parte della ditta Martinelle Energia, proprietaria dell’impianto, ricorso poi respinto.
“Quando è stata presentata l’istanza di finanziamento al Mise e della concessione dello stesso non esisteva alcun impianto di biodigestione anaerobica in via di realizzazione nella provincia di Venezia, comune di Cavarzere — si legge nell’esposto — visto che non ci risulta che le autorità competenti abbiano mai approvato un impianto di tal genere. Il progetto per la realizzazione dell’impianto di biodigestione anaerobica ubicato in comune di Cavarzere è stato approvato il 10 novembre 2010, successivamente alla presentazione dell’istanza di finanziamento”.
I firmatari del documento sostengono che l’istanza di finanziamento Mise con il Progetto Industria 2015 conterrebbe “informazioni palesemente non veritiere, che possono aver indotto lo stesso Ministero a finanziare un progetto sulla base di elementi conoscitivi altrettanto non veritieri” e chiedono alla Procura di verificare quanto da essi scritto.
“Vogliamo accertare l’eventuale sussistenza di reati — concludono — che possano aver indotto in errore la pubblica amministrazione nella valutazione dei progetti ammissibili a Progetto Industria 2015”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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