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La chiesa si rifà il look

Don Antonio Mensi è il nuovo parroco di Noale da fine settembre. Accompagnato dal vescovo di Treviso, monsignor Gianfranco Agostino Gardin, ha celebrato la sua prima messa davanti a centinaia di fedeli e ai rappresentanti del Comune. Per la celebrazione c’erano anche i componenti della giunta e del consiglio. Classe 1962, don Antonio aveva ricoperto lo stesso incarico nelle chiese di Santa Bona e dell’Immacolata a Treviso. Da subito avrà il compito di portare avanti i lavori della chiesa, che da primavera stanno interessando il tetto e il controsoffitto dell’edificio. Ma non è finita, perché l’edificio ha oltre sei secoli di vita e un po’ alla volta si dovrà fare dell’altro per garantire la manutenzione.
I tecnici sono intervenuti anche sull’organo Ruffati, dove si posavano delle gocce di pioggia provenienti dal soffitto. Lo strumento è stato smontato e ripulito, in attesa di vederlo funzionante questo mese, quando sono previsti dei concerti per la chiusura del cantiere. Insomma, le cose da fare non gli mancheranno, anche perché nelle settimane prima si è più volte sentito e visto con il suo predecessore, don Mario Salviato, ora all’ufficio di Coordinamento per la Pastorale della diocesi di Treviso, anche per discutere di questo, e iniziare a prendere confidenza con la sua nuova realtà. “E’ destino — ha detto don Mario prima di andare nella Marca — che non completi i cantieri, come successe a Musile nel 2008 quando mi sono trasferito a Noale. Ma le impalcature sono anche il simbolo di una comunità sempre con il cantiere aperto, non proiettata al passato, che non si adagia”. E sulla sua nuova avventura non ha dubbi. “Mi è stato chiesto perché ho detto sì alla nuova nomina — spiega don Mario al momento del saluto — e anche se c’è il dispiacere di andare via, ho sempre dato la mia disponibilità al Signore. Mi hanno pure chiesto “ma non stavi bene con noi?”, o “che cosa ti abbiamo fatto?” e io dico che vado a mettere a servizio la mia esperienza. Non ho fatto studi speciali per la Pastorale: la mia scuola siete stati voi. Mi avete insegnato come si lavora, si cresce e mi avete formato. Sono diverso da come sono arrivato. E infine “che succederà a noi della parrocchia di Noale?”. Vi dico di amare e seguire il Signore, di ascoltarlo”. I quattro desideri di don Mario hanno quasi il sapore del “testamento” per una parrocchia che gli ha voluto bene. E il sentimento è stato ricambiato, come ha dimostrato il gran numero di presenze alla sua ultima celebrazione. “A Noale non manca la generosità — osserva — ma deve essere unita alla carità, che ci fa amare i nemici, buttare giù le barriere. Non si deve custodire la fede ma alimentarla. Ci sia una maggiore collaborazione tra parrocchie. In questi sei anni avrei desiderato qualche vocazione in più. Il seme è stato gettato, spero che qualcuno lo accolga. Ai giovani dico di rispondere alla chiamata del Signore, basta aspettare, buttatevi. E infine chiedo di pregare per me e per i sacerdoti”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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