Home Rodigino Palazzo Nodari, ci sono già i primi pretendenti

Palazzo Nodari, ci sono già i primi pretendenti

A Rovigo già si respira aria di elezioni. Scongiurata l’ipotesi del voto a novembre insieme ai Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, ancora non si sa quando si voterà, né se le Comunali saranno accorpate alle Regionali. Ma già in tanti stanno facendo le proprie mosse.
Alleanze, accordi, intese. Inevitabilmente tutto ruota intorno al Pd che in questo momento ha in mano il pallino del gioco. Molto dipenderà dalle scelte sulle alleanze e sulle primarie, ma visto come sono andate le cose con la caduta della Giunta Piva, il centrodestra, più diviso che mai, è costretto a rincorrere. Qualcuno, come l’ex assessore all’Urbanistica Andrea Bimbatti, si nasconde sperando che le fila si ricompattino, qualcun altro fa direttamente la corte al Pd come l’ex capogruppo Pdl Aldo Guarnieri, qualcuno, infine, è pronto a scendere in campo qualsiasi sia il quadro di alleanze che si presenti, come l’ex presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù.
La Lega deve fare i conti con la fine della segreteria Contiero (che comunque è pronto a dar battaglia) e con la reggenza della senatrice Munerato, mentre il Movimento 5 Stelle ha serrato i ranghi dopo la spaccatura che, di fatto, ha visto fuoriuscire proprio i due consiglieri comunali Barbara Businaro e Vittorio La Paglia, quest’ultimo subentrato all’ortodossa Michela Furin, chiamata a Roma a dar manforte all’onorevole D’Incà.
Anche a sinistra sembra regnare l’incertezza, con Rifondazione ormai sempre più evanescente e legata alle scelte del consigliere uscente Masin e Sel che, giocoforza, guarda al Pd. Fra i democratici, dove in molti in realtà scalpitano sognando di poter indossare la fascia tricolore, l’unica candidatura già avanzata è quella del candidato della scorsa tornata e sconfitto da Piva Federico Frigato, che questa volta si dice, però, pronto ad offrire il petto alle primarie.
Un altro nome che rimbalza è quello dell’ex capogruppo Nadia Romeo, che tuttavia non conferma, anche se il suo nome pare gradito al neosegretario Pd Zanellato. Qualcosa, poi si muove a livello della cosiddetta “società civile”, ma ancora sembra essere prematuro avanzare ipotesi. Intanto, c’è chi gioca d’anticipo: già in campo la lista Viva Rovigo, pensata da Stefano Bellinazzi, subentrato a Luigi Paulon come assessore al Bilancio della Giunta Piva e poi defenestrato prima del crollo. L’esponente di Forza Italia ha battuto tutti sul tempo iniziando la campagna elettorale già a settembre.
Il quadro, dunque, è estremamente frammentato e, con molta probabilità si rispecchierà in un numero di liste e candidati superiore anche a quello da record dell’ultima tornata. Nel frattempo sono trapelati (o fatti trapelare?) i risultati di un sondaggio che, per la verità, non ha offerto molte indicazioni.
Su un campione di 800 intervistati, il Pd si attesta al 34,2%, Forza Italia al 12,8, la Lega all’8%, Grillo al 14,6%, i vari partiti di sinistra al 6,8, la lista Rovigo si Ama di Frigato al 5,6 e Viva Rovigo di Bellinazzi al 4,8%, al 3,6 Ncd-Udc e gli altri partiti di destra al 5,2.
Interessante è poi vedere come si sono disposti i potenziali elettori rispetto ad una lista di dieci possibili candidati. Quasi un terzo degli intervistati si è chiamato fuori rispondendo con un secco nessuno di questi (31,1%), poi a seguire, molto distaccati i dieci: Federico Frigato, 13,5%, Paolo Avezzù 11,6%, Stefano Bellinazzi 9,5%, Silvia Menon 8,5%, Andrea Bimbatti 7,5%, Nadia Romeo 7,2%, Bruno Piva 5,3%, Valter Roana 2,9%, Antonello Contiero 2,3%, Ezio Conchi 1%. Insomma, a quanto pare, è probabile che il prossimo sindaco di Rovigo non sia nessuno di questi.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette