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Oltre la crisi le opportunità: più politica e più squadra per essere vincenti

Ottimisti e meno fiduciosi, la platea degli ospiti si divide a metà di fronte al tema “Oltre la crisi, le opportunità” proposto nel dibattito organizzato dall’amministrazione comunale insieme al nostro mensile La Piazza al mondo del commercio, del lavoro e dell’impresa del Piovese nell’ambito della Fiera Saccisica in Mostra, lo scorso 22 ottobre. Stimolati dagli spunti suggeriti dal nostro direttore, Germana Urbani, che ha moderato la tavola rotonda, gli ospiti intervenuti sono arrivati sostanzialmente ad una univoca conclusione. Si apre in definitiva uno scenario, per il futuro prossimo, che alterna luci ad ombre, nel quale da un lato la politica, con una maggiore attenzione alle reali esigenze del mondo imprenditoriale e, dall’altro gli stessi imprenditori, con una mentalità più aperta e una comprovata capacità a fare squadra, possono fare la differenza nel percorso verso l’agognata uscita dal tunnel della crisi economica. Vincenzo Nizzardo, presidente dell’Upa piovese, si è soffermato sulle difficoltà degli artigiani di fronte ad un contesto che ha definito da “far west” nel quale, ha osservato, “chi tira fuori per primo la pistola e spara risulta il vincitore”. Una metafora per denunciare un mercato privo di controlli e con regole troppo cavillose, nel quale si procede in ordine sparso e dove chi si muove “nelle regole” rischia di trovarsi fuori mercato. Una burocrazia farraginosa e una pressione fiscale asfissiante condannano – egli sostiene – alla sconfitta in partenza il mondo della piccola impresa. Da qui l’invito alla politica a considerare il peso che proprio la piccola impresa ha sempre avuto e può continuare ad avere sull’economia del Nord est. “Noi artigiani – ha sottolineato Nizzardo – creiamo ricchezza sul territorio. Qui abbiamo le nostre radici, qui vogliamo rimanere. Non vogliamo delocalizzare ma esportare” auspicando una nuova stagione, come quella del dopoguerra, dove oltre la devastazione, un popolo messo in condizione di sognare riuscì a ripartire. Ai suoi invece l’invito, che sa anche di autocritica, “dobbiamo imparare a stare assieme, a fare squadra”. Un’analisi che il presidente dell’Ascom padovana Patrizio Bertin ha in parte condiviso sottolineando l’urgente necessità di dare più competitività alle imprese, attraverso una interpretazione certa delle regole e una semplificazione delle stesse. L’invito è ancora una volta rivolto alle istituzioni. “Ci ascoltino – è la sollecitazione di Bertin – siamo il mondo che lavora e produce in questo paese. Il lavoro ripartirà se ci sarà un’attenzione particolare alle imprese che generano indotto e ricchezza. La politica crei le opportunità, perché se le imprese ce la faranno, allora ce la farà l’intero territorio dove esse operano”. Più propenso, nonostante lo scenario ancora fosco, a intravvedere le opportunità che questo momento di crisi può comunque offrire, Maurizio Francescon, direttore di Confesercenti Padova, che ha voluto numeri alla mano, cogliere i segnali di vitalità che,nonostante tutto, vengono proprio dalla Saccisica. Dal 1° gennaio al 30 agosto scorso nella Saccisica sono stati aperti 70 esercizi, il 12 per cento del totale nella provincia di Padova.
“Un dato significativo – ha commentato – che la dice lunga sulla voglia di fare impresa in questo territorio. Si tratta per la maggior parte di piccole imprese a conduzione famigliare. La sfida del futuro è allora quella di dare opportunità a questa nuova linfa. Bisogna creare i servizi e trovare gli strumenti perché queste piccole imprese comincino, ciascuno nella propria autonomia, a fare un percorso insieme. Bisogna sviluppare questo tipo di cultura, servono progetti per intervenire nel territorio e fare rete. Noi non siamo in grado di vendere il singolo esercizio, bensì il territorio, l’unicità che nel suo complesso offre. Questa è innovazione e innovativi sono gli strumenti che consentono di farlo, non ultimo il web”. Un percorso che nella Banca di Credito cooperativo locale consente alle imprese di trovare un partner affidabile e attento. Proprio sul dialogo, infatti, ha soffermato la sua attenzione il direttore mercato della Bcc di Piove di Sacco Luca Cenzato. “Anche noi banche stiamo vivendo un passaggio storico da una vigilanza nazionale ad una europea- ha detto -, dobbiamo attenerci alle nuove regole che garantiscano una sana e prudente gestione patrimoniale. Questo tuttavia non perdendo di vista la nostra peculiare natura di banca radicata al territorio che, in questo caso, da oltre 50 anni sosteniamo e contribuiamo a far crescere. Continuiamo a mantenere viva l’attenzione verso questa realtà e i suoi imprenditori per coglierne le specifiche esigenze e dare il nostro sostegno”. Piuttosto scettico il commento di Luigi Rossi Luciani, presidente del Gruppo Carel e già presidnte di Confindustria Veneto. “In questa situazione – le sue parole – la crisi è difficile da superare. E pensare di tornare come prima è una chimera. Il fatto è che siamo un Paese corporativo, nel quale siamo tutti d’accordo che si debba cambiare ma che poi accolliamo agli altri il costo del cambiamento. Eppure un cambiamento è necessario. Abbiamo una spesa sociale troppo alta rispetto ai redditi. Uno stato sociale difficile da gestire che rallenta l’economia. Sbrighiamoci a prendere decisioni, anche coraggiose ma necessarie. Ci troviamo, per non far del male a nessuno, in una situazione in cui si taglia tutto. Non è così che funziona. Non si può tagliare su scuola, ricerca e sviluppo”. L’amministratore delegato di Acegas Aps Amga Cesare Pillon ha raccontato l’esperienza virtuosa del piovese dove nel 2008 una piccola azienda, l’acquedotto locale, ha “sposato” Acegas-Aps, con evidenti benefici per il territorio, 40 milioni di investimento nel piovese, 10 per cento in più del territorio depurato, il 70 per cento di risparmi delle perdite dall’acquedotto e l’abbassamento delle tariffe del 20 per cento per gli utenti. A conclusione la voce della politica attraverso Michele Pelloso dell’assessorato regionale alle Attività produttive. “L’impegno – ha detto – è quello di ridurre la distanza vera e percepita tra amministrazione e mondo dell’impresa, attraverso un dialogo aperto con il mondo produttivo e semplice nelle sue forme, oltre ad una progettazione sul territorio più attenta alle esigenze di imprenditori, più trasparente e veloce”. D’altro canto però l’invito agli imprenditori anche dalla politica è quello, di fronte ad un mercato sempre più globalizzato, di diventare grandi, aggregandosi e innovandosi per internazionalizzarsi.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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