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Profughi, ospitalità e timori

Da fine estate sei appartamenti privati in via Fermi, a Mezzavia, accolgono 32 profughi di varie nazionalità (eritrea, ghanese, nigeriana, maliana), maschi e femmine con un’età compresa tra i 20 e i 30 anni. I migranti sono stati affidati alla cooperativa sociale Ecofficina di Battaglia Terme dalla Prefettura di Padova, che ha il compito di smistare nel territorio della provincia i profughi giunti dai centri di accoglienza sparsi sul territorio nazionale.
L’arrivo della trentina di giovani africani è avvenuto all’insaputa dell’amministrazione comunale di Due Carrare, in quanto la Prefettura non è tenuta a darne comunicazione agli enti locali. La notizia della presenza dei migranti, diffusasi in paese con un certo ritardo rispetto alla loro reale venuta, è stata accolta con diffidenza dalla cittadinanza, preoccupata, anche sull’onda emotiva conseguente all’emergenza ebola, per lo stato di salute dei giovani africani.
In queste settimane l’amministrazione comunale, che non è direttamente coinvolta nell’accoglienza dei profughi, ha avuto vari incontri con la Prefettura di Padova, per fare il punto della situazione e sciogliere dubbi e perplessità manifestati dai cittadini riguardo la presenza dei migranti. “I profughi vengono gestiti dalla Cooperativa Ecofficina dal mattino fino a sera — spiega il sindaco Sergio Vason — con visite, analisi e assistenza sanitaria, corsi di tipo comportamentale oltre che di lingua, in attesa di conseguire un temporaneo permesso di soggiorno, dopodiché saranno liberi di trovarsi un lavoro o proseguire verso altri paesi europei. Entro pochi mesi queste persone avranno la risposta, se in funzione della situazione particolare del Paese da dove provengono, possa prefigurarsi lo status di rifugiato oppure no, e in questo caso essere respinti al proprio Paese”.
Il primo cittadino precisa che il Comune non interviene economicamente nella gestione dei profughi; per il loro alloggio, mantenimento, istruzione, spostamenti e pulizie, la Cooperativa riceve dallo Stato 34,90 euro giornalieri a testa, dei quali il 70% vengono rimborsati dalla Comunità Europea. “Siamo in presenza di una stato di emergenza che riveste caratteristiche internazionali — è il commento del sindaco Vason alla situazione profughi, che giungono in Italia per scappare dalle guerre e dalle persecuzioni in atto nei loro Paesi d’origine — reputo necessario e indispensabile che su questa tematica ci sia, non solo l’intervento della Comunità Europea, ma delle stesse Nazioni Unite, perché stiamo parlando di una problematica di livello mondiale”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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