Abbiamo una docente davvero da Nobel: è Daniela

daniela boscoloDaniela Boscolo è un’insegnante da Nobel. 48 anni, di origini cavarzerane ma da anni residente a Porto Viro con la famiglia, la docente di sostegno dell’istituto tecnico economico G. Colombo è in lizza con altri 50 insegnanti provenienti da tutto il mondo nell’ambito del premio Global Teacher Prize. Ad attirare l’attenzione sull’attività della signora Boscolo, già vincitrice nel 2010 del premio nazionale di “miglior insegnante dell’anno” è stata l’attività portata avanti nell’ambito della disabilità e, in particolar modo, dell’inclusione sociale. Tutto ha avuto inizio la scorsa estate, momento in cui la Varkey Gems Foundation, la fondazione privata con sede a Dubai che organizza il premio, a seguito di una segnalazione ha chiesto alla docente di inviare tutto ciò che in qualche modo potesse attestare l’attività portata avanti. Da qui solo qualche settimana fa la notizia che è rientrata nella rosa dei 50 candidati in lizza per il premo, selezionati tra un numero di 5000 persone.

Ma cos’è che in particolare ha acceso i riflettori sull’attività dell’insegnante?

“Ho ricreato a scuola degli ambienti di lavoro per l’inclusione sociale. Questa è una cosa molto sentita, in particolare all’estero in cui in tante realtà esistono ancora le scuole speciali. Spingendomi oltre la direttiva nazionale, in primis, ho creato un supermercato in cui gli studenti, non solo quelli con disabilità, potessero coltivare le competenze necessarie per approcciarsi al mondo del lavoro e gestire al meglio il problem solving. E’ stato ricreato l’ambiente di un supermercato gestito interamente dai ragazzi con disabilità e dai loro compagni. Conseguenza logica è stato poi il progetto “masterchef”, un corso di cucina “speciale” che ha visto tutti al lavoro, ognuno secondo le proprie capacità, ma tutti insieme in un ristorante di Porto Viro dove gli studenti hanno appreso dallo chef come riconoscere il pesce e che ha poi portato alla creazione di un ricettario realizzato dai ragazzi”.

Cosa distingue la sua attività rispetto a quella ordinaria?

“Sono convinta che la didattica debba andare oltre le lezioni frontali e non parlo solo dei casi di ragazzi con disabilità. Gli studenti di oggi sono abituati alla realtà virtuale e non possiamo farli stare in classe sei ore per delle lezioni frontali. In più credo che l’ambiente faccia la differenza e ogni materia di insegnamento dovrebbe avere il proprio spazio specifico; ciò che sto portando avanti nell’ambito della disabilità dovrebbe essere fatto per tutti gli studenti”.

Qual è la soddisfazione più grande in questi giorni di interviste, dirette radiofoniche e prime pagine sui giornali?

“Ho avuto prova che sono state apprezzate le cose che faccio. E’ infatti giunto il riconoscimento da parte delle persone che sono anche fuori dalla scuola e che capiscono la portata della cosa, questa per me è una grandissima soddisfazione”. Bisognerà ora attendere fino al 16 marzo, data del Global Education & Skill Forum di Dubai, per conoscere il nome del vincitore che si aggiudicherà il milione di dollari messo in palio dalla fondazione come miglior insegnante al mondo. Nel frattempo l’insegnante è stata chiamata a parlare di buona scuola di fronte al presidente del consiglio Matteo Renzi, la senatrice capogruppo della commissione istruzione Francesca Puglisi e il sottosegretario all’istruzione Davide Faraone”.

di Elisa Cacciatori

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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