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Il Polesine, terra (per ora) di volontari

volontariNella mappa della generosità, il Nordest giganteggia e, con oltre 24mila associazioni no profit, il Veneto è, insieme alla Lombardia, la Regione con il più alto tasso di volontariato. Anche in Polesine questa vocazione è particolarmente radicata, con circa 1.200 associazioni attive sul territorio ed un numero di volontari che nel censimento Istat 2011 viene calcolato in 22mila.

Una cifra, è bene chiarirlo, da prendere con le molle, dal momento che molti volontari prestano servizio in più associazioni contemporaneamente. Qualunque sia il loro numero, è evidente che il no profit sia particolarmente diffuso in provincia di Rovigo. Delle associazioni polesane, 187 sono organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale, 84 sono associazioni di promozione sociale iscritte, mentre 937 non risultano iscritte ad alcun registro. Gran parte delle associazioni, circa il 27% opera nei settori tradizionali del volontariato, l’assistenza alla persona e l’ambito socio-sanitario. Da non sottovalutare, poi, il 14% di associazioni dell’ambito sportivo che rispecchia la presenza radicata e diffusa delle realtà sportive dilettantistiche locali, che costituiscono in molti contesti, specie nei piccoli comuni, insostituibili e spesso unici spazi di aggregazione non solo per i giovani. Consistente anche la quota di associazioni, pari al 20%, che si occupando di attività ricreative e culturali, di istruzione ed educazione. Guardando ai beneficiari dell’opera dei volontari , i più “seguiti”, sono gli anziani, con ben 115 associazioni che si occupano di loro, 72 invece si rivolgono a persone con disabilità fi sica o psichica, 66 alle persone indigenti, 53 agli immigrati, 17 a persone con problemi di alcol o tossicodipendenza, 8 a detenuti o ex detenuti. Per quanto riguarda la geografi a dell’associazionismo, la maggior parte delle realtà si concentra nel medio Polesine, l’area centrale della provincia, che comprende il capoluogo, che conta quasi la metà delle organizzazioni. Segue l’alto Polesine, con 365 associazioni. Infine, il basso Polesine conta 257 associazioni. Dal punto di vista anagrafico, invece, si riscontra una prevalenza di volontari adulti o anziani e una partecipazione più limitata dei giovani al volontariato. Pur non essendo disponibili dati completi e organici sui volontari attivi nel territorio, meno del 10% dei volontari del territorio sono under 30, circa il 13% delle associazioni dichiara di avere volontari giovani. “Questo – spiega il direttore del Csv di Rovigo Luca Dall’Ara – per tre ordini di fattori. In generale fra i giovani vi è una crescente ritrosia ad appartenere ad organizzazioni, quasi che una tessera potesse condizionarne la libertà. In secondo luogo va considerato anche il mutamento demografico in atto, con un progressivo invecchiamento della popolazione. In sostanza, nelle associazioni si trovano meno giovani perché i giovani sono numericamente minoritari nella società. Vero è che anche da parte delle associazioni troppo spesso vi è un eccesso di rigidità che tende a scoraggiare la partecipazione giovanile. Alcune liturgie del volontariato suscitano diffidenza, mentre la partecipazione e singoli eventi ha tendenzialmente risposte molto positive. Per avvicinare i giovani servono proposte credibili e non altisonanti: a volte piccole iniziative portano frutti insperati. Si può dire che giovani costretti a vivere nella precarietà lavorativa e, spesso, affettiva, tendono ad intendere anche il volontariato come qualcosa di precario”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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