Home Rodigino Adria La storia del paese? I più piccoli non la conoscono

La storia del paese? I più piccoli non la conoscono

bottrighe scorcioNei programmi didattici del futuro sembrerebbe, finalmente che la storia dei territori locali prima ancora di quella nazionale ed internazionale, debba essere insegnata agli alunni delle primarie. Ci si sta accorgendo ovunque che gli uomini del nostro futuro non conoscono purtroppo la loro storia e giustamente la devono apprendere, prima di quella del resto del mondo. Mirella Chiarentini, insegnante bottrighese della quarta classe presso la locale scuola “San Giovanni Bosco” ci conferma infatti che anche a Bottrighe i piccoli alunni non conoscono neppure il significato del nome del paese, figuriamoci della sua storia.
Del monumento poi dedicato al grande aviatore concittadino Umberto Maddalena ne sanno ancora meno. Ecco allora, come già avvento in passato, che la stessa ha voluto inserire nel suo programma didattico la storia sintetizzata del paese. L’esempio è stato colto anche da Paola Rossin di Padova, insegnante della classe quinta del medesimo istituto, cercando di approfondire non solo la storia, ma anche gli usi e le tradizioni locali. Ai bambini, nel corso dell’anno scolastico, verrà altresì insegnato l’inno al paese “Oh Bottrighe!” scritto nel 1930 dal professor Vito Rossati per il testo e dal maestro Danilo Venturi per la musica. Bottrighe ha una storia antichissima, ai tempi dei distretti fu il secondo Comune più importante del basso polesine dopo Adria. Nella sua storia ci sono oltre 700 anni di autonomia, interrotta bruscamente, contro la volontà della popolazione, il 28 dicembre 1928 con regio decreto fascista. Attorno all’anno Mille, tutto il territorio a sud di Adria portava il nome di Corbola.
Ma con la rotta del Po di Ficarolo avvenuta nel XII secolo, il territorio venne suddiviso in due parti e si ebbero due Corbole, quella di destra o ferrarese e quella di sinistra o veneta. Nel XIII secolo, questa zona si suddivise addirittura in tre parti, chiamandosi “Corbula superior” quella dell’attuale Corbola, “Corbula inferior” riferita alla zona di Bellombra e “Corbula de medio” quella centrale, cioè Bottrighe, zona che sembra risalire proprio al XIII secolo dato che in un docu- mento dell’epoca si parla di “Butrige” con esplicito riferimento al territorio. La suddetta zona a nord del Po veniva anche indicata con il nome di Polesine, sicché si aveva il “Polesine della Butriga” e “Polesine della Cèsa”, quest’ultimo riferito a San Giacomo di Bellombra.
Risulta che tutto questo territorio, della “Butriga” e della “Cèsa” e cioè della Corbola Veneta, era retto da un’amministrazione autonoma che fino al 1400 dipendeva da Adria e che nel 1421 si separò costituendosi in comune indipendente. Lo stemma ufficiale del comune era rappresentato da un tasso eretto in profilo, sormontato da una corona in campo dorato, proprio lo stemma della nobile casata Estense dei marchesi Tassoni, baroni del Sacro Romano Impero, conti Palatini, i quali dominarono a lungo tutta la zona circostante vivendo anche in Bottrighe stessa dal XIV secolo a tutto il XVIII secolo.

di Roberto Marangoni

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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