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Actv, la linea 80 va privatizzata

actv chioggia aLa Provincia di Venezia ha deciso: la linea extraurbana che collega Chioggia a Venezia va privatizzata. Ha scatenato una vera e propria rivolta, di utenti e lavoratori, la scelta di mettere a gara una delle linee fondamentali automobilistiche di vitale importanza per il territorio clodiense.

Parliamo del servizio di trasporto pubblico che collega Chioggia a Mestre e Venezia, attualmente gestito dalla società a partecipazione pubblica Actv, servizio usufruito quotidianamente da migliaia di persone, per studio, per lavoro e per spostamenti turistici. La posizione della Provincia era nell’aria da tempo, ma la bomba è esplosa solo il 25 novembre quando, nel corso di una riunione dell’ente di governo del trasporto pubblico locale, è stata ribadita la scelta di dare ai privati la gestione del servizio. Decisione reputata, all’unanimità dalle forze politiche comunali, del tutto assurda e svantaggiosa per l’intera area di Chioggia.

In altre parole, secondo molti esponenti politici, sembra che la provincia, dovendo fare una scelta dolorosa, abbia scaricato tutto sull’area chioggiotta, evitando di penalizzare altri territori. La giustificazione data dall’assessore provinciale Giacomo Grandolfo, secondo cui, con i privati il servizio migliorerebbe, ha convinto ben pochi. Scontato ricordare che i servizi gestiti in regime di monopolio, come i trasporti, rappresentano una forte utilità sociale e che solo una società a partecipazione pubblica riesce a collimare perfettamente l’economicità con la logica delle garanzie essenziali. E per quanto l’entità del servizio possa essere stabilita dall’ente di governo, inevitabilmente un privato non farebbe che guardare esclusivamente all’economicità, tagliando sia i rami secchi, ma anche quelli apparentemente tali ma che, in realtà, nascondono una fortissima utilità sociale, come le corse bis e quelle notturne. Ma la visione di Giacomo Grandolfo è un’altra.

Il suo ragionamento, infatti, punta tutto sull’aspetto qualitativo che, a suo dire, vedrebbe un netto miglioramento con il subentro di un soggetto privato. “La gara – sostiene – si fa per avere gli stessi servizi o migliori servizi a parità di costo. Con la gara la linea 80 verrà sicuramente migliorata. Nel bando ci sono delle specifiche sulla qualità del servizio e la città metropolitana, qualora il privato non rispettasse le clausole del contratto di servizio, potrebbe decidere per il rientro in Actv”. Ragionamento che fa sorgere molti interrogativi, quello di Grandolfo, visto che mette le mani avanti sulle possibili criticità di una gestione privata e descrivendo Actv come “seconda scelta”, in caso di problemi della gestione privata. Tutto ciò fa evidentemente sorgere più di qualche interrogativo sulla scelta operata. In molti, poi, hanno espresso non poche perplessità sulla scelta di “colpire” in toto la linea 80, anziché aver optato – relativamente all’individuazione del 10% dei servizi da mettere obbligatoriamente a gara – su altre linee. Secondo la Provincia la linea 80 sarebbe l’unica appetibile e profittevole, secondo i sindacati, invece, questo sarebbe solo un pretesto.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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