Home Animali Allarme rientrato: reati contro gli animali non depenalizzati

Allarme rientrato: reati contro gli animali non depenalizzati

Lo scorso dicembre il Governo ha varato un decreto legislativo per la depenalizzazione dei reati non gravi, quelli sanzionabili con pena pecuniaria o pena detentiva non superiore ai cinque anni. Un provvedimento che rischiava di annullare i progressi fatti in campo animalista. Tra i reati depenalizzati, infatti, rischiavano di rientrare molti di quelli commessi contro gli animali: il maltrattamento e l’uccisione, ad esempio, sono punibili con una reclusione da tre a diciotto mesi e prevedono sanzioni pecuniarie fino a 14 mila euro, quindi sulla carta a rischio depenalizzazione. 

Il caso ha acceso la polemica delle associazioni animaliste, che si sono mobilitate per non veder vanificato il lavoro di anni spesi nella lotta per i diritti degli animali.  Ma si può tirare un respiro di sollievo. La vicenda, fortunatamente, rientra nei ranghi degli uffici del ministro della giustizia Orlando, il quale rassicura che questi reati non saranno compresi tra quelli per cui è prevista la non punibilità. Di fatto, il decreto legislativo ha come presupposto la possibilità che la vittima si opponga all’archiviazione del reato, cosa che naturalmente non può estendersi ai reati di maltrattamenti di animali. Il Premier Renzi ha inoltre aggiunto: “Queste norme non sono ancora legge, saranno modificate. Ascoltiamo sempre tutti. Si può anche sbagliare e modificare strada facendo le leggi che facciamo.”

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news