Chiusura dell’ufficio postale, Conche non si arrende

IMG_0352A Conche non ci si arrende e si continua a lottare per la riapertura dell’ufficio postale. Così, dopo la raccolta firme sottoscritta da quasi ottocento cittadini, è arrivato anche il sit-in di protesta popolare. Si è tenuto lo scorso 14 dicembre e ha visto la partecipazione decine di persone che hanno voluto rendere pubblico con compostezza tutto il loro disappunto.

L’ufficio della frazione è chiuso, infatti, ormai da qualche mese per motivi di agibilità ma Poste Italiane non ha ancora dato segnali di volere ripristinare il servizio ospitato da mezzo secolo nel vecchio edificio parrocchiale. Per il trasloco poi in quello nuovo di proprietà comunale, già pronto da anni, se ne riparlerà forse nella seconda parte del prossimo anno ma la sensazione di molti è che a quel punto sarà già troppo tardi. “Chiediamo a Poste Italiane – spiega Valentina Agatea che ha promosso il sit-in e la raccolta firme – un segnale immediato e certo della effettiva volontà di rimanere a Conche.

Le persone hanno già iniziato a spostare altrove i propri risparmi e continueranno a farlo se la situazione non sarà sbloccata”. Tra i manifestanti intere famiglie e molti anziani che segnalano i loro disagi davanti a un paese ormai senza alcun servizio. In molti evidenziano poi come l’unico ufficio del capoluogo sia ora in estrema difficoltà nel servire la popolazione anche di tutte le frazioni. A fianco di quelli di Conche, anche i residenti della limitrofa Valli di Chioggia, che proprio in queste settimane hanno perso anche l’unico sportello bancario. “Il problema ci tocca più che mai – interviene Giuliano Fiorindo del comitato di Valli – perché ora siamo stati assegnati all’ufficio postale di Chioggia”. Insieme ai cittadini in protesta anche il sindaco Annunzio Belan, pronto a portare di persona la raccolta firme davanti alla direzione generale delle Poste.

“Siamo tutti concordi – dice – nel chiedere la riapertura dell’ufficio. E’ un argomento che abbiamo discusso in due consigli comunali e che trova d’accorso maggioranza e opposizione. Questo ufficio serve un bacino di utenza che non può essere ignorato, non solo nella logica del servizio al cittadino, ma anche in quella del profitto economico. Il nostro territorio ha dato molto a Poste Italiane, con i cittadini che negli anni del boom economico le ha affidato gran parte dei propri risparmi. La fiducia riposta dovrebbe essere ora più che mai ricambiata con l’apertura in tempi brevi del nuovo ufficio. Quello che chiediamo oggi è di vedere ripristinato il servizio e un impegno scritto di apertura di quello nuovo”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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