Città metropolitana, Bisato “Le aggregazioni sono una necessità”

bisato alessandro pubblico“Partiamo da un dato fisico: un cittadino comune, nello spostarsi da Padova verso la prima cintura urbana, per poi affrontare la Riviera del Brenta andando verso Treviso, riesce a distinguere materialmente dove finisce un territorio e il punto in cui ne inizia un altro?”. La riflessione, molto concreta e altrettanto realistica, ci viene posta da Luigi Alessandro Bisato, sindaco di Noventa Padova e da qualche mese consigliere provinciale, mentre ci accingiamo a parlare di città metropolitana (“Ho l’impressione che ormai per Padova sia un treno passato” ribadirà più volte nel corso dell’intervista) e di eventuali unioni o convenzioni tra comuni per migliorare i servizi ai cittadini e le prassi amministrative.

E risponde: “Io credo che, per il senso comune, questa distinzione non sia visibile. Circa due anni fa, quando si è innescata la discussione su tali problematiche, mi pareva ormai scontato che la forma giuridica da adottare fosse quella della città metropolitana, vero impulso a livello territoriale”. Dovrebbe costituirsi quanto prima la città metropolitana di Venezia. “Siamo onesti: è Venezia il brand che vendiamo all’estero. Padova è significativa, può diventare un valore aggiunto, ma la vera città conosciuta in tutto il mondo è Venezia. Avrei visto bene l’unione tra le due, chiaramente con delle regole comportamentali precise, per cui il territorio circostante non doveva diventare di serie inferiore rispetto alla città. Ma temo che l’occasione – sorta quando si immaginava la grande PaTreVe, cioè l’unione di Padova-Treviso- Venezia – sia sfumata e ora bisognerà anche capire cosa sarà delle province”.

Noventa Padovana, a due passi da Padova, avrebbe avuto un ruolo principe nell’eventuale unione. “Un ruolo fondamentale – continua Bisato – perché serviva continuità territoriale con la provincia che sarebbe diventata città metropolitana e noi, appoggiati su Stra, rappresentavamo un ponte. Non ad uso e consumo politico di Padova ma, in base al ragionamento precedente, per Venezia”.

E i rapporti di Noventa con i comuni limitrofi? “Abbiamo rapporti più che buoni con i nostri vicini, e se finora non siamo mai entrati in convenzioni, se non per servizi specifici, è a causa della nostra conformazione territoriale: il nostro vero legame è con Stra, che però appartiene a un’altra provincia. Su alcune tematiche di interesse generale stiamo comunque ragionando, sia con Stra sia con Vigonza, in quest’ultimo caso soprattutto sul tema della polizia urbana. Ritengo che le aggregazioni siano una necessità e il futuro che ci attende. Non sono sempre semplici da costruire, perché è necessaria una fortissima volontà amministrativa e i cittadini devono essere coinvolti attivamente, affinché la vivano come un’opportunità, non solamente come un taglio di costi”.

Su un punto Bisato non transige: la personalità del comune che amministra. “Vista la nostra ubicazione, siamo un “quartiere” di Padova, ma che vuole mantenere la sua identità, fatta di un tessuto sociale coeso. Ci sarà anche qualcuno che vive il paese come un dormitorio, ma non si tratta della maggioranza dei residenti – conclude il sindaco – Cosa ci manca per relazionarci in maniera ancora più compiuta con Padova? I trasporti. È il nostro tallone d’Achille, che ci fa apparire più lontani di quanto in realtà siamo. Ma è anche un punto su cui ci siamo presi la briga di impegnarci seriamente. Sono in essere parecchi ragionamenti per trovare sinergie a livello di servizi, con convenzioni. È una nostra priorità”.

 

di Cinzia Agostini

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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