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Cooperazione internazionale in aiuto del Senegal contro il cuneo salino

Incontro a Ca'VendraminIl Comitato scientifico della Fondazione Ca’ Vendramin ha incontrato, presso il Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin, una delegazione senegalese composta da Mamina Kamara, presidente del Consiglio Provinciale di Bignona (Sénégal), i rappresentanti del Paderca (Projet d’Appui au developpement rural en Casamance) – Senegal, i sindaci dei Comuni di Mlomp Sidi Eniab Sambou e di Oudcar Sankoung Sagna, i rappresentanti delle associazioni di migranti della Casamance e italiane.

L’obiettivo di questo straordinario incontro internazionale, ideato da Giovanni Spaliviero presidente dell’associazione Musoco Onlus e Stefania Girardi pianificatrice territoriale, è stato quello di intraprendere un programma di cooperazione internazionale contro la salinizzazione del territorio agricolo della valle del fiume Casamance. “Tale territorio – ha spiegato Kamara – che fa parte della regione del Senegal meridionale è stato devastato dalla risalita del cuneo salino, che ha distrutto migliaia di ettari di risaie e la fauna ittica e ha influito gravemente sulla situazione economica e sociale della popolazione. Noi costruiamo dighe di terra per sbarrare l’acqua dolce e trattenerla, ma le piogge monsoniche, che durano anche nove mesi, invadono queste dighe e le distruggono”.

“Da qui – ha evidenziato il sindaco Sidi Eniab Sambou – deriva l’abbandono delle terre e l’emigrazione. Oggi siamo qui per chiedere l’aiuto di partner stranieri per affrontare meglio questo problema”. “Per questo fine – è intervenuto il direttore della Fondazione Ca’Vendramin Lino Tosini – si è discusso sulla possibilità di avviare, grazie all’associazione europea Delta-Med, un partenariato tra la Fondazione e il Paderca rojet d’Appui au Développement Rural en Casamance, l’Università di Ziguinchor o altra simile istituzione senegalese. Il partenariato è uno strumento utile per promuovere una collaborazione tecnico-scientifica, che identifichi e realizzi progetti di sostegno alle attività produttive delle popolazioni locali, fra cui principalmente la coltivazione del riso prevedendo attività di contenimento alla risalita del cuneo salino”. Lo studio permetterà la redazione di un un masterplan di medio-lungo termine, volto a valorizzare la multifunzionalità del territorio e definire le priorità di intervento in chiave socio-economica, oltre al monitoraggio del fiume Casamance. I partecipanti all’incontro si sono quindi impegnati in tal senso per l’avvio effettivo del partenariato e la realizzazione di progetti. Non un caso che la delegazione sia arrivata proprio in Polesine per studiare la possibilità di combattere questo fenomeno, un vero e proprio flagello per l’agricoltura.

Si tratta infatti di un problema contro il quale il Polesine ha lottato a lungo. Maturando quindi una importante esperienza che ora potrà costituire un prezioso patrimonio per i paesi ancora alle prese con queste difficoltà.

 

di Silvia Boscaro

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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