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Due parole sul dolore

Il dolore può essere considerato come una categoria di sensazioni somatiche associate a danno in atto o potenziale. Si tratta quindi essenzialmente di un meccanismo di difesa che sfrutta proprio a tal fine alcune vie del sistema nervoso che conferiscono al dolore una forte componente emozionale. Per questa ragione la percezione del dolore risulta soggettiva.
Le vie nervose e biochimiche attivate dalla sensazione dolorifica creano una serie di risposte molto complesse e articolate che coinvolgono il sistema endocrino e il sistema immunitario. Si spiegano così fenomeni che incorrono dopo una situazione di sofferenza prolungata e che comprendono essenzialmente maggiore suscettibilità alle infezioni, orientamento catabolico del metabolismo e squilibri omeostatici. Molto spesso il dolore o la terapia antalgica in sé vengono associati a condizioni gravi o a stati terminali. In realtà la maggior parte dei dolori che la popolazione sperimenta non sono causati da malattie incurabili, bensì originano a livello muscolare, osseo ovvero ancora nervoso e, col tempo in alcune persone tendono a cronicizzare. Il dolore che si perpetua (come accade per esempio nell’artrosi o nelle contratture muscolari cervicali o lombari) crea un circolo vizioso, che tende ad autoalimentarsi e perpetrarsi nel tempo.
Il problema non riguarda solo persone anziane ma anche persone in età giovanile che si trovano spesso a dover fare i conti con mal di schiena, dolori cervicali e cefalee. Il problema del dolore è un problema complesso, una persona che soffre per un mal di schiena o una cefalea o un altro dolore che si ripresenta periodicamente va più spesso di un’altra incontro a depressione per le limitazioni che il dolore in se può portare nella sua vita e a causa del senso di frustrazione che una situazione di sofferenza irrisolta da molto tempo porta con se. Il dolore è molto spesso un problema che richiede un approccio multidisciplinare.
Esistono farmaci e procedure terapeutiche efficaci in grado di far scomparire o ridurre sensibilmente il dolore tuttavia proprio l’approccio multidisciplinare mette in condizione di risolvere, se possibile, il problema alla base. Per esempio una tensione anomala dei muscoli del tratto cervicale può causare frequentemente cefalee, vertigini, nausea o senso di ottundimento. In questo caso approccio multidisciplinare significa trattare non il mal di testa in sé o il mal di schiena, ma la persona, facendo interagire figure differenti come il fisioterapista ed il medico ciascuno nel proprio ambito di competenze. Al fine di limitare l’utilizzo dei farmaci si fanno interagire branche diverse della medicina integrando per esempio la fitoterapia, l’omeopatia, l’agopuntura o le riflessoterapie come per esempio l’auricoloterapia sempre sotto diretto controllo del medico in condivisione col paziente. Sempre se necessario si agisce inoltre correggendo posture scorrette, l’alimentazione, il peso e quanto altro necessario in un approccio globale alla persona curando se possibile la causa, ancora prima del sintomo. Nella nostra struttura figure differenti interagiscono al fine di elaborare un “progetto di cura” fatto di terapie fisiche e mediche. Proprio per creare questo percorso, la prima visita in terapia antalgica dura generalmente più di un’ora e mezza, dando spazio al dialogo e alla possibilità di cominciare una seria alleanza terapeutica medico-paziente.

Dott. Davide Vaccarin

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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