Home Politica Elezioni regionali: le nuove regole per il voto di maggio

Elezioni regionali: le nuove regole per il voto di maggio

E’ stata  promulgata la nuova legge elettorale regionale, approvata dall’assemblea di palazzo Ferro Fini il 22 gennaio scorso, che modifica la precedente normativa elettorale e che introduce le nuove regole per l’elezione del presidente della Regione del Veneto e il rinnovo del Consiglio regionale, sulla base delle quali i cittadini veneti potranno esprimere per la prima volta il proprio voto la prossima primavera.

Queste, in sintesi, le novità rispetto alle elezioni del 2010, che si sono svolte in base alla legge statale:
• i consiglieri regionali passano da 60 a 49 (oltre al presidente eletto e al candidato presidente miglior perdente);
• è introdotto – da ora in poi – il limite di due mandati sia per il presidente che per gli assessori, nonché (in base alle modifiche da ultimo introdotte) per i consiglieri regionali;
• gli elettori potranno votare sia per i candidati presidenti, sia per i propri rappresentanti in Consiglio regionale: è data la massima libertà agli elettori, che potranno anche esprimere un voto disgiunto, cioè il voto a un candidato presidente e, contemporaneamente, a una lista a lui non collegata;
• in Consiglio regionale non siederanno dei “nominati” dai partiti: è infatti consentita l’espressione del voto di preferenza;
• le liste dovranno essere composte in misura eguale da candidati di sesso maschile e femminile, alternati tra loro (50% dei candidati di ciascuna lista dovrà essere di genere femminile);
• a livello provinciale, le liste di ogni partito saranno composte da un numero di candidati pari ai consiglieri da eleggere in ogni circoscrizione; è stata però introdotto un correttivo per le Province di Belluno e Rovigo che essendo meno popolose si trovano a eleggere un minor numero di consiglieri. In queste Province il numero di candidati per ogni lista potrà arrivare fino a 5 (in modo da rendere possibili eventuali sostituzioni in caso di dimissioni o impedimenti degli eletti);
• a differenza che in altre Regioni non è stata innalzata la soglia di sbarramento: sono ammesse al riparto dei seggi sia le coalizioni (insieme di partiti che appoggiano lo stesso presidente) che ottengono il 5 % dei voti di coalizione, sia le coalizioni composte da  almeno un partito (gruppo di liste presentate in più province con lo stesso simbolo) che hanno ottenuto il 3% dei voti di lista.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news