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“Idrovia, ma senza camionabile e ferrovia”

CAMPOLONGO – I comitati sono decisi ad andare sino in fondo. “L’idrovia Padova Venezia va realizzata, senza se e senza ma, e soprattutto senza camionabile e senza ferrovia sugli argini. Ciò ne comprometterebbe la funzione trasportistica. Cioè per renderla navigabile a quel punto, bisognerebbe allargarla e buttare giù i ponti“. A fare questo appello è Marino Zamboni, a nome del Coordinamento associazioni per la sicurezza idraulica che unisce: Legambiente Padova e Venezia e della Riviera e Miranese e Saccisica, Comitato intercomunale Brenta sicuro, Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), Venezia Comitato alluvione veneto 2010, Comitato “Una mano per battaglia”, Associazione Salvaguardia Idraulica del territorio Padovano e Veneziano, Comitato “Difendiamo l’ambiente in cui viviamo” Fiesso d’Artico, Comitato vigonovese “Antonio Canova”, Comitato “Bovolenta aria pulita”, C.S.T. Comitato Salvaguardia del Territorio Selvazzano e Rubano, Associazione “Amissi del Piovego”.

I comitati si compiacciono del fatto che la possibilità di una camionabile sopra l’idrovia sembra tramontata, ma mettono in guardia da altri rischi. “La pressione dei comitati e delle associazioni che si sono opposti alla realizzazione della camionabile lungo l’idrovia – spiegano i comitati – ha indotto la Regione ad abbandonare l’idea di quell’infrastruttura. La Regione deve prima di tutto, procedere con l’affidamento d’incarico del progetto preliminare dell’idrovia secondo i contenuti del bando, e attenendosi al disciplinare e al contratto della gara d’appalto da poco conclusa. Lungo l’idrovia non devono essere realizzate altre strutture trasportistiche, sia perché andrebbero a compromettere il valore di corridoio ambientale dell’asse idrico, sia perché non è dimostrata la loro compatibilità con un canale idroviario di classe V a, senza il rifacimento di tutti i ponti già realizzati”. Precise le conclusioni. “Il nostro territorio – spiegano i comitati – ha bisogno di un’idrovia completata che abbia una portata di almeno 400 mc/s, per poter scolmare, quando sia necessario, le acque di piena dei fiumi Brenta e Bacchiglione. Un’idrovia che sia inserita nel sistema delle idrovie veneto-lombarde, con classe di navigazione V a, e che sia funzionale al collegamento fra il futuro porto offshore al largo di Malamocco e l’interporto di Padova.

Questo senza nessun’altra opera infrastrutturale, né stradale né ferroviaria, che gravi sulle sue sponde e ne condizioni la sezione, e senza bisogno di immaginare nuovi poli logistici di interscambio, come quello ipotizzato a Dogaletto“. Pronto ad appoggiare le richieste dei comitati il presidente della Conferenza dei Sindaci della Riviera Alessandro Campalto. “Ci batteremo affinché – dice – venga realizzata un’idrovia navigabile che funga anche da scolmatore. Altre soluzioni pasticciate non ci interessano”. Gli stessi comitati chiedono di partecipare alla Conferenza dei Servizi che la Regione organizzerà per realizzare l’opera.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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