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L’avventura di Free Willy, torello in fuga

toro catturatoComplici i social network, ormai ogni giorno siamo abituati a delle e vere e proprie vetrine virtuali di cani e gatti, immortalati in ogni posa possibile dai fieri padroni. Molti quotidiani, poi, hanno una rubrica ad hoc dedicata ai nostri amici pelosi. A parecchi, dunque, risulterà davvero strano sapere che il protagonista di questa vicenda, che sembra uscita dalle pagine dei fratelli Grimm e che ha infiammato il Polesine, è un bovino. Un toro di poco più di un anno e di due quintali, per la precisione. Lo scorso settembre l’animale è riuscito a fuggire dall’azienda agricola di Stienta dove era all’ingrasso assieme ad altri vitelli, nella poco romantica prospettiva di finire nel banco frigo di qualche supermercato.

Il quadrupede, come racconta il proprietario, “è inspiegabilmente riuscito a scavalcare un muro alto un metro e ottanta e a saltare dalla finestra”. Ha poi errato per tre mesi nelle campagne altopolesane, riuscendo per sette volte a sottrarsi ai tentativi di cattura messi in atto dai carabinieri e dai veterinari dell’Asl. Un’apparizione fortuita sull’autostrada A 13, all’altezza di Occhiobello, in piena notte, ha provocato un tamponamento il cui bilancio, per fortuna, è stato di due persone lievemente contuse. Nei primi giorni di dicembre una donna, alla guida della sua macchina, si è trovata il torello di fronte, all’incrocio tra via Eridania e via Gurzone, sempre nello stesso Comune. Questa potenziale pericolosità per gli automobilisti è la causa per la quale le forze dell’ordine si sono mosse con tanta solerzia per riagguantarlo.

Inutile anche il narcotico, sparato dal personale specializzato dell’azienda sanitaria locale: probabilmente la dose di farmaco somministrata era errata, perché, dopo un primo momento di apparente torpore, il bovino si è ripreso si è messo di nuovo a correre, seminando gli inseguitori. Risale a fine novembre un altro tentativo andato a vuoto in località Piacentina, sulla strada provinciale 60: ha tentato una persona a cavallo, ma l’equino si è stancato prima del bovino. L’evasione si è protratta fino al giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre, quando un vero e proprio cow-boy, assoldato dal proprietario dell’allevamento e con due allevatori, è riuscito a riacciuffarlo mediante un lazo.

L’impresa è valsa al torello l’appellativo di Free Willy (il nome deriva da un film con protagonista un’orca rinchiusa in un acquario, poi liberata nell’oceano da un bambino).

 

di Elisa Dall’Aglio

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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