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Novità in materia di malasanità

Si ha responsabilità medica ogniqualvolta il professionista- sanitario tiene – per negligenza, imprudenza o imperizia – una condotta tale da danneggiare l’integrità psico-fi sica del paziente. Emblematici sono i casi di omessa, errata o ritardata diagnosi, ovvero quelli legati ad errori commessi durante gli interventi chirurgici. In simili ipotesi il paziente danneggiato potrà agire nei confronti del sanitario per il risarcimento dei danni subiti, patrimoniali (come le spese volte ad eliminare le conseguenze dannose del precedente intervento medico, ovvero la diminuzione di reddito derivante dalla menomazione psico-fi sica) e non patrimoniali (legati alle sofferenze subite ed alla compromissione della sfera relazionale).

In materia è recentemente intervenuto il Tribunale di Milano, con sentenza n. 9693 del 17-23.07.2014, fornendo un’interpretazione innovativa dell’art. 3, legge 189/2012, secondo cui la responsabilità del sanitario ha natura extra-contrattuale. Ciò comporta, in termini pratici, che graverà ora sul danneggiato l’onere di dimostrare la negligenza, imprudenza o imperizia del medico, oltre alla esistenza e gravità del danno subito, mentre sino ad oggi era pacifi co il contrario: ossia che gravava interamente sul sanitario l’onere di dimostrare di avere correttamente adempiuto ai propri obblighi, secondo le regole della responsabilità contrattuale. In attesa di ulteriori indicazioni da parte del legislatore o della Corte di Cassazione, è quindi più che mai necessario in tali casi affi darsi tempestivamente a consulenti in grado di impostare una effi cacie difesa, tanto sotto il profi lo legale, quanto sotto quello tecnico.

Nei casi in cui esista, invece, un vero e proprio contratto – anche privo di forma scritta – tra paziente e medico, quest’ultimo dovrà, in caso di negligenza, rispondere del suo operato a titolo di responsabilità contrattuale, potendo andare esente da responsabilità solo qualora dimostri di avere correttamente eseguito la propria opera professionale. Parimenti a titolo di responsabilità contrattuale, in forza del cd. contratto di spedalità concluso con il paziente danneggiato, dovrà poi rispondere la struttura sanitaria, sia essa pubblica o privata, che si sia avvalsa dell’opera del professionista negligente: in tali casi, quindi, struttura e medico saranno tenuti in solido tra loro a risarcire i danni subiti dal paziente.

 

Avv. Silvia Mainardi

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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