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Parco Colli Euganei. timori per la riforma: “Non diventi un ufficio turistico”

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERATemono che il Parco diventi un semplice ufficio turistico, svuotato di molti poteri e senza alcuna omogeneità tra i Comuni. E’ un timore forte quello espresso da una parte dell’attuale consiglio del Parco Regionale dei Colli Euganei, sul cui futuro pende la nuova proposta di legge sui Parchi all’esame del consiglio regionale veneto. A lanciare nere previsioni è soprattutto l’assessore Antonella Buson: “La legge in discussione, destinata a modificare l’assetto del Parco, presenta molte preoccupanti novità. Secondo la visione della Regione, le autorizzazioni paesaggistiche non sono più poste in capo al Parco ma ai Comuni. Si verrebbe quindi a creare uno svuotamento di competenze del Parco, con ripercussioni anche sotto il profilo della unitarietà di tutela paesaggistico-ambientale”.

Un’autorizzazione rilasciata a Este, per esempio, potrebbe essere negata a Baone, o una decisione approvata a Torreglia potrebbe invece trovare corrispondenza opposta a Galzignano Terme. “Verrà meno il concetto di gestione unitaria del territorio e il Parco diverrebbe soltanto una sorta di ufficio turistico”, puntualizza la Buson. Se la legge andrà in porto, poi, il consiglio del Parco verrebbe sostituito dalla cosiddetta Comunità del Parco, dalla quale verrà estrapolata una parte dei componenti di quella che sarà la nuova giunta. La giunta, ossia il consiglio direttivo, sarà composta da cinque membri: due o forse addirittura uno arriverà dai 15 Comuni del Parco, uno o due dalla Regione, un altro dalle associazioni degli agricoltori e dalle associazioni venatorie, l’ultimo dalle associazioni ambientaliste. Il presidente, oggi eletto dal consiglio che è composto perlopiù dai sindaci del territorio, sarebbe scelto dalla Regione tra i cinque membri del direttivo. Lo stesso direttore del Parco verrebbe scelto dalla Regione.

“Questa nuova legge quadro sui Parchi è un mostro legislativo con una parte di normativa (quella non abrogata) che contraddice anche nell’uso di termini (ad esempio per il Piano Ambientale) la parte nuova”, spiega inoltre il consigliere e ambientalista Gianni Sandon. L’invito, che arriva da più parti, è quello di evitare approvazioni affrettate e di attendere il rinnovo della legislatura che ci sarà la prossima primavera. Rimostranze verso la proposta di legge arrivano anche in seno al consiglio regionale. Particolarmente scettico è il consigliere Stefano Peraro (Udc): “Se la giunta regionale intende risolvere i problemi dei parchi e valorizzare l’ambiente, modificando e riducendo gli organi di governo degli stessi, tale proposta non può più chiamarsi “Norme per la tutela e valorizzazione della rete ecologica regionale e delle aree naturali protette” ma “Norme sul contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica”.

Se il vero problema dei parchi è solo la governance degli stessi, ritengo che una soluzione o una cura dimagrante possa essere trovata, anche perché non sempre il governo di soli sindaci ha prodotto risultati esaltanti. A dire il vero, dalla proposta illustrata non sono così evidenti i risparmi attesi. Abbiamo invece il dovere di fare funzionare meglio i parchi, definendone con precisione compiti e funzioni, altrimenti la gente penserà sempre che siano un carrozzone inutile”. Secondo Peraro il testo che potrebbe diventare legge rischia di «creare una confusione fra competenze e una sovrapposizione di strumenti di pianificazione: basti pensare che si prevede un nuovo Piano del Parco con valenza paesaggistica, quando, ad oggi, la Regione non dispone ancora di un piano paesaggistico o del nuovo Ptrc”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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