Home Veneziano Miranese Nord Unione comuni, parlano i sindaci: “Migliorerà la gestione dei servizi”

Unione comuni, parlano i sindaci: “Migliorerà la gestione dei servizi”

municipio martellago aEra metà luglio scorso quando davanti all’ex segretario generale di Noale Giovanni Zampieri, si presentarono i sindaci Monica Barbiero (Martellago), Maria Rosa Pavanello (Mirano), Alessandro Quaresimin (Salzano), Nicola Fregomeni (S. M. di Sala) e Silvano Checchin (Spinea) oltre alla padrona di casa, Patrizia Andreotti. In quel momento nasceva un nuovo soggetto giuridico, l’Unione dei Comuni del Miranese, con l’obiettivo di gestire in forma associata alcune funzioni, puntando a dei risparmi e a una maggiore qualità dei servizi erogati. Inoltre, il sestetto si diceva convinto che si potranno avere più opportunità, peso politico e anche ricevere in modo più agevolato maggiori fondi e finanziamenti da Bruxelles da trasformare in progetti concreti. Questo andrà a inserirsi all’interno della Città Metropolitana.

Unico assente il Comune di Scorzè, mai convinto di ciò che si andava a realizzare. Un semestre dopo, chi ha messo nero su bianco sull’Unione, resta convinto del passo compiuto, sapendo che la strada è lunga ed è appena iniziata. Scorzè continua a restarsene fuori, chiudendo la porta a qualsiasi ipotesi. “Credo che la Città Metropolitana sia una grande opportunità – spiega Quaresimin, primo presidente dell’Unione – a partire da due concetti. Intanto ci deve essere una forte consapevolezza non solo locale, ma soprattutto nazionale. Il nuovo ente dovrà avere una maggiore autonomia fiscale e finanziaria perché darebbe la possibilità di gestire servizi che ora non siamo in grado di fare con i vincoli di legge e per via della scarsità delle risorse dovuta all’assenza di trasferimenti statali. E poi è indispensabile sin da subito, che questi enti siano in grado di predisporre dei progetti con i metodi previsti dall’Unione europea, altrimenti non saremmo in grado di ricevere quei fondi disponibili per il 2014-2020. Si dovrà guardare più alle prospettive strategiche che alla quotidianità come accade oggi”. Sin da subito si è detta convinta dell’Unione anche Martellago.

Il voto positivo al nuovo soggetto era arrivato ad aprile già al primo colpo, quando serviva la maggioranza dei due terzi dei consiglieri, ovvero 12. Il suo sindaco Barbiero, otto mesi più tardi, si dice convinto della scelta fatta. “Sappiamo che i problemi iniziali sono tanti – osserva – ma in questo momento possiamo parlaci tra sindaci per far partire la Città Metropolitana al meglio possibile. Cambieranno l’organizzazione dei trasporti e tutti dovranno dare il proprio contributo. Al suo interno l’Unione porterà a dei miglioramenti al nostro territorio, potenziando i servizi e riducendo i costi. I Comuni non perderanno la loro identità. Nel tempo avremo una visione più omogenea su settori come, ad esempio, appalti e sicurezza”.

Per Andreotti, parte una sfida per leggere il territorio con occhi diversi. “Più volte ho ribadito – precisa – com’è positivo vedere dei sindaci che si trovino attorno a un tavolo per confrontarsi su più temi: questo è già un buon risultato. Ci costringerà a ragionare non più per il proprio comune ma su un territorio più vasto e ci obbliga ad avere delle diverse prospettive. Sappiamo che ci sono delle criticità da affrontare ma, di contro, ci sono anche delle sfide stimolanti”. E’ invece sempre stato contrario il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner, convinto che Città Metropolitana e Unione dei Comuni siano solo altra burocrazia. E non cambia idea. Anzi, dice che con il primo gennaio 2016, quando scadrà la convenzione della polizia locale con Martellago e Salzano, Scorzè riprenderà la sua autonomia. “Non voglio entrare in polemica con i miei colleghi che hanno scelto di aderire – ma la nostra decisione resta definitiva. Credo che ci sia una grande confusione istituzionale e non è il momento di fare avventure. Tra un anno, i nostri agenti si staccheranno dal resto della convenzione e per noi significa riorganizzare il servizio e ripartire per avere i nostri uomini sul territorio”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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