Home Rodigino Adria Trasporti, bocciatura dal Coordinamento: “Orari assurdi”

Trasporti, bocciatura dal Coordinamento: “Orari assurdi”

omar barbieratoLa rete dei mezzi pubblici che collega il capoluogo etrusco ai comuni polesani, ma anche solo alle frazioni limitrofe, è insufficiente, si tratti di pullman o littorine. E’ una sonora bocciatura quella del Coordinamento civico per il bene comune al trasporto locale. Che dovrebbe invece fare da trait d’union col resto del territorio tra Adige e Po, fornendo un servizio fondamentale agli studenti (con l’Istituto alberghiero sempre più gettonato), ai turisti, ma anche a commercio e cultura locali. “Immaginiamo un cittadino del nostro comune decidere di rinunciare all’auto, o di esservi costretto per la crisi, per abbattere i costi – spiega Omar Barbierato, esponente del Coordinamento – Come si potrebbe spostare? Con i mezzi pubblici, viene da rispondere”. Ma è più facile a dirsi che a farsi. “Basta confrontare gli orari da Adria alle frazioni e viceversa, così come i collegamenti con altre realtà locali quali Porto Viro, Rosolina, Porto Tolle. Per non parlare della domenica, quando le corse sono del tutto inesistenti. Una persona priva di vettura che desideri venire ad Adria per visitare un proprio caro all’ospedale, la domenica, partendo per esempio da Taglio di Po, deve praticamente rinunciare. La storia non cambia se si fa riferimento a paesi limitrofi, sia per quanto riguarda autobus di linea o treni”. Matteo Cesaretto, segretario della Cgil trasporti di Rovigo, evidenzia che “il trasporto pubblico è di competenza della Regione, che ne assegna la gestione agli enti di bacino. Da noi, l’ente di bacino è ripartito in cinque zone. Tale frammentazione rende difficili i coordinamenti fra le corse, col risultato che le coincidenze sono inesistenti o assurde”. “In realtà questo sistema doveva essere modificato già dal 2011 – prosegue il sindacalista – ma la politica locale non si è mossa”. Il pollice verso del coordinamento civico arriva all’indomani di una stima basata su dati Aci che fa segnare al Polesine un record negativo: da noi circolano gli autobus più antiquati – e si presuppone quindi più usurati – dell’intero Veneto. I pesanti automezzi che solcano le nostre strade hanno in media quattordici anni e mezzo, contro i dieci anni di Belluno o i sette scarsi dell’Austria. Inutile aggiungere che l’età più elevata dei mezzi, registrata da noi, può avere ripercussioni sulla sicurezza dei passeggeri e sull’inquinamento atmosferico.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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