Unione del Conselvano verso lo scioglimento?

milan roberto3Dopo il colpo di scena alla fine dell’anno, con la richiesta di scioglimento dell’Unione dei Comuni da parte di ben cinque sindaci su sette, il 2015 si apre nel segno della massima incertezza per il sodalizio fra Conselve, Agna, Arre, Bagnoli, Bovolenta, Candiana e Terrassa. Operativa da un anno esatto, preceduta da altri dodici mesi di “gestazione”, la formula di aggregazione scelta dai Comuni conselvani sembra già al capolinea, minata dalle difficoltà di un rodaggio tutt’altro che semplice e dai contrasti fra amministratori e il personale. La situazione è precipitata dopo le elezioni amministrative e l’ingresso di alcuni nuovi sindaci.

Ma anche tra la “vecchia guardia” serpeggiava il malcontento, a partire da Bovolenta che fin dall’estate non ha mai fatto mistero delle difficoltà a tenere aperti gli uffici comunali e ad avere un minimo di risorse per garantire i servizi. Al termine di mesi tormentati cinque sindaci su sette hanno espresso una chiara volontà politica chiedendo lo scioglimento dell’Unione. In occasione dell’ultimo consiglio del 2014, convocato ad Agna, sono state presentate ben tre mozioni che compromettono la stabilità e la prosecuzione dell’ente locale stesso: una mozione finalizzata alla modifica dello Statuto per concedere il libero e incondizionato diritto di recesso ai Comuni membri che ne facciamo espressa richiesta come Bovolenta e Candiana, una seconda mozione volta alla proposta dello scioglimento dell’Unione ed infine una mozione per la fiducia o sfiducia all’attuale Presidente Roberto Milan.

La proposta dello scioglimento arriva da Agna, Arre, Bagnoli di Sopra, Bovolenta e Candiana. Restano fuori Conselve, capofila dell’Unione, e Terrassa. I cinque sindaci motivano la scelta di questa proposta constatando l’enorme mole di lavoro che gli uffici dell’Unione hanno da svolgere e la carenza di personale che ne determina una grave inefficacia e inefficienza della struttura. “Le criticità maggiori – affermano – risiedono nella limitata disponibilità di risorse umane, nella diversità degli apparati informatici e nella frammentarietà del sistema contabile. Il trasferimento del personale dai Comuni all’Unione ha creato e crea oggettive difficoltà nella gestione delle risorse umane e nell’erogazione dei servizi e le diverse funzioni non sono ancora integrate; tutto questo comporta disagi e rallentamenti nei singoli settori.

Inoltre il giudizio del collegio dei revisori dei conti è molto critico nei confronti della struttura, come si evince dalla nota del 9 dicembre scorso, nella quale si dichiara che l’attuazione delle deleghe di funzione all’Unione da parte dei Comuni ha creato oggettive e consistenti difficoltà operative e organizzative, tali da compromettere, allo stato, l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa degli Enti coinvolti. La situazione deve essere risolta nel più breve tempo possibile, prevedendo una riorganizzazione radicale e definitiva delle risorse coinvolte. A gran voce, – concludono i sindaci – consapevoli della necessità di continuare a fare squadra tra di noi, proponiamo un tavolo tecnico-politico per una strategia e una volontà comune, con l’obiettivo dello scioglimento della struttura e, nel più breve tempo possibile, una riorganizzazione radicale del modello adottato”. Cosa succederà nelle prossime settimane dipende dalle trattative e dal confronto tra sindaci, specie con Conselve, con il quale i rapporti sono molto tesi, proseguito durante tutto il periodo delle Festività. Intanto proprio sulla gestione del nuovo ente da parte piovono critiche dal Partito Democratico conselvano e dal Movimento 5 Stelle che chiede il commissariamento dell’Unione.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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