lunedì, 3 Ottobre 2022

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    HomeDirittiI diritti nel Miranese SudAccettazione e rinuncia dell’eredità

    Accettazione e rinuncia dell’eredità

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    Nel nostro ordinamento, salvi casi particolari, è erede solo il soggetto che voglia essere tale. Colui che è chiamato a succedere, infatti, può accettare l’eredità oppure può rinunciarvi. L’accettazione è la dichiarazione unilaterale di volontà diretta all’acquisto dell’eredità, e può essere espressa (in un atto pubblico o in una scrittura privata), oppure tacita (il chiamato all’eredità compie uno o più atti che presuppongono necessariamente la volontà di accettare e che egli non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede). Quanto alle modalità, l’accettazione può essere pura e semplice, oppure con beneficio d’inventario. In quest’ultimo caso, l’erede impedisce che il proprio patrimonio si unisca a quello ereditario, e ciò al fine di circoscrivere al solo patrimonio del defunto (de cuius), le conseguenze economiche negative di una successione in cui le passività superino le attività. Così facendo, l’erede risponde dei debiti trasmessigli dal de cuius solo nei limiti del valore del patrimonio ereditario. L’accettazione beneficiata è un atto solenne e deve dunque risultare da una dichiarazione resa dinanzi ad un notaio oppure al cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione. Accettare l’eredità con beneficio d’inventario è una facoltà per tutti tranne che per gli incapaci assoluti e relativi (ad es. il minorenne), le persone giuridiche e gli enti non riconosciuti, per i quali invece è obbligatorio. Il diritto di accettazione si prescrive nel termine di 10 anni dall’apertura della successione, e cioè dalla data della morte del de cuius. La rinuncia, invece, è la dichiarazione di non voler accettare l’eredità. In questo modo, il chiamato rimane completamente estraneo alla successione, con la conseguenza che nessun creditore del de cuius potrà rivolgersi a lui per il pagamento dei debiti ereditari, né il chiamato potrà esercitare alcuna azione ereditaria o acquisire alcun bene dall’asse ereditario. Anche la rinuncia è un atto solenne e dunque anche in questo caso serve una dichiarazione ricevuta da un notaio oppure dal cancelliere del Tribunale. La rinuncia non può essere parziale, ed è altresì revocabile solo nell’ipotesi in cui non sia ancora decorso il termine di prescrizione di 10 anni e se nel frattempo non vi sia stata accettazione da parte di altri eredi.

    Avv . Marta Gasparini

    Tel. 041 474007

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    Giorgia Gay
    Giorgia Gay
    Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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