mercoledì, 17 Agosto 2022

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    HomeDirittiI diritti del ConselvanoIl mantenimento dei figli maggiorenni

    Il mantenimento dei figli maggiorenni

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    Quello del mantenimento dei figli maggiorenni dentro o fuori del matrimonio è un tema di grande attualità che continua ad essere fonte di conflittualità giuridica. Il dovere di mantenere i figli maggiorenni (e non) è sancito in primis dalla nostra costituzione che ne ha posto il dovere in capo ad entrambi i genitori e dal 2006 è espressamente previsto anche dal codice civile.
    Quali spese sono contemplate nell’assegno di mantenimento?
    L’obbligo del mantenimento del figlio ha un contenuto molto ampio, ricomprende al suo interno sia le spese ordinarie della vita quotidiana (vitto, abbigliamento ecc), sia quelle relative all’istruzione tra cui rientrano le spese per i testi scolastici, l’iscrizione universitaria, sia le spese per uno sport o un’altra attività di svago come ad esempio il canto o il ballo.
    Come viene quantificato l’assegno di mantenimento?
    Il Giudice nel quantificare l’assegno di mantenimento farà riferimento al tenore di vita goduto dai figli durante la convivenza con i genitori, altresì vaglierà il tempo che il figlio trascorrerà con ciascun genitore. Altro parametro è il reddito goduto dal genitore obbligato.
    A chi dovrà essere versato l’assegno di mantenimento?
    E ancora pacifico che l’assegno per il mantenimento del figlio maggiorenne dovrà essere versato al genitore con cui il figlio convive; egli infatti anticipa per il figlio tutte le spese e pertanto ha diritto al rimborso di quanto dovuto dall’altro genitore. Per contro nell’ipotesi in cui il figlio viva già da solo sarà lui a dover avanzare richiesta di mantenimento ad entrambi i genitori.
    L’assegno durerà all’infinito?
    Con il raggiungimento della maggiore età il figlio non perde il diritto al mantenimento che però non si protrarrà all’infinito. Tale dovere viene meno con il raggiungimento di un’autosufficienza economica del figlio tale da garantirgli di soddisfare le sue esigenze di vita. Da tempo il concetto autosufficienza economica corrisponde a quello di reperimento di un lavoro stabile e non precario. Altresì l’obbligo al mantenimento viene meno qualora il figlio rifiuti ingiustificatamente un’offerta di lavoro o sia del tutto inerte nella ricerca dello stesso; viene altresì meno qualora il figlio studente proroghi oltremisura gli studi senza un rendimento. Tale requisito non sussiste in ipotesi di un semplice ritardo nella fine del percorso di studi come ad esempio il dover ripetere un anno scolastico o alcuni esami universitari. Qualora sussistano i presupposti che fanno cessare l’obbligo al mantenimento tutelatevi rivolgendovi ad un legale per modificare il provvedimento del Tribunale che prevede il vostro obbligo.
    Avv. Alberta Garbin

    Mail a.garbin@tin.it

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    Giorgia Gay
    Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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