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Parliamo un po’ di artrosi

“Dall’artrosi non si guarisce”, “Chi ce l’ha se la tiene” e “Si finisce in sedia a rotelle” sono alcune delle credenze popolari (parzialmente vere, peraltro) che accompagnano una delle malattie più importanti della nostra epoca: l’osteoartrosi (detta comunemente artrosi). Pur non essendo una patologia che pone il paziente a rischio per la vita, si dimostra la malattia che, più di tutte, peggiora la qualità di vita delle persone che ne sono affette, particolarmente in un’era come la nostra, in cui anche ai soggetti meno giovani vengono richieste prestazioni sempre superiori (l’allungamento della vita lavorativa, il ruolo di nonni sempre più presenti). Da un punto di vista medico, l’artrosi è una degenerazione di una parte importante delle nostre articolazioni: la cartilagine, cioè quella parte che ha effetto di attutire il carico, assorbendolo parzialmente. L’usura a cui va incontro la cartilagine si evidenzia come una riduzione dello spessore della cartilagine stessa, fino alla sua scomparsa. In questo modo, le ossa sono sottoposte ad un carico maggiore all’interno delle articolazioni che quindi si presentano con tutti i segni dell’infiammazione: il gonfiore, il calore, il dolore, l’arrossamento e la riduzione della funzionalità. Questi segni si traducono in rigidità articolare (più evidente dopo il riposo), in dolore durante l’attività ed in limitazione nella capacità di eseguire le normali attività di vita quotidiana. L’artrosi non è una malattia genetica, ma esiste una predisposizione su base genetica (più spesso ereditata dalle mamme) alla quale si aggiungono altri fattori comporta- mentali che possono portare alla manifestazione dell’artrosi. Questi fattori sono: attività lavorative e non che siano particolarmente usuranti per le articolazioni, la sedentarietà e soprattutto l’obesità. E’ quindi possibile evitare l’insorgenza dell’artrosi (o almeno ritardarne l’evoluzione) seguendo regole di buon senso (non aumentare di peso, evitare attività di particolare stress per le articolazioni) e soprattutto praticando esercizio fisico in maniera regolare, soprattutto per quei soggetti che presentano una predisposizione familiare per la malattia. Nel caso in cui l’artrosi si sia già manifestata, è comunque possibile intervenire per ritardarne l’evoluzione, grazie all’esecuzione di esercizi fisici mirati (meglio se seguiti da personale sanitario) ed all’applicazione di terapie fisiche che combattano l’infiammazione e tutte le sue conseguenze (dolore e limitazione funzionale su tutte). La prescrizione delle terapie fisiche dev’essere effettuata da un medico (meglio se specialista della branca) o da un fisioterapista, poichè queste figure sono quelle in grado di indicare la terapia più adatta in base al soggetto ed al tipo di presentazione della malattia artrosica.

Dott.Luca Penzo
Tel. e Fax 0426.53600

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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