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Riccardo Frison, il piccolo pelè della piovere calcio

pag. 3 apertura pele 2Nell’entourage della squadra lo chiamano “Pelè”. Molto perché gioca nel ruolo del grande campione brasiliano ed anche per via che è un po’ scuretto di pelle, essendo nato da mamma Pauline, originaria del Kenia. Papà è nostrano. Riccardo Frison, 10 anni, frequenta la quinta elementare a Brugine e ha una grande passione per il calcio. “Era nella pancia della madre – spiega papà Mauro – e tirava certi calci che si vedevano da fuori”.
Lo chiamano Pelè perché con lui a dirigere le azioni di attacco ed anche della difesa difficilmente la sua squadra perde. Un vero talentino, insomma, anche se in erba.
Appena entrato nei “Primi Calci” col Due Stelle di Brugine chi lo vedeva giocare gli chiedeva dove aveva giocato prima. E lui a rispondere che aveva appena iniziato. Un episodio a suffragare l’attenzione nei suoi confronti è lo stesso papà a raccontarlo.
“Durante una partita – racconta -un osservatore in tribuna ha chiesto se c’era un genitore presente, molto probabilmente intendeva prendere accordi per segnalarlo ad una scuola calcio di serie A”. In una occasione era stremato ed ha chiesto all’allenatore Mauro Rocco di sostituirlo, purtroppo dopo pochi minuti la sua squadra è andata sotto per 2 a 5. Così il mister gli ha chiesto di rientrare e Riccardo segnando, ha permesso al suo team di vincere per 6 a 5. Nella sua brevissima carriera di calciatore (tre anni) ha segnato oltre 60 gol. Non si è per nulla montato la testa. Quando gli abbiamo chiesto se aveva un sogno da grande lui ha risposto che è ancora presto. Quando non ha sotto gamba il pallone vero a casa gioca continuamente con uno di spugna. Ad appena 4 anni metteva in porta la nonna e lui calciava oppure si contendeva la palla col cane in cortile. Gli piace anche andare a pesca col papà e la sorellina Maddalena di 8 anni. Se diventerà famoso? Lasciamo al tempo la risposta; certo è che per adesso lui il calcio lo vede come un gioco ed è giusto così.

A cura di Gianni Patella

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