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Successione e dichiarazione di successione

L’art. 456 del codice civile prevede che la successione si apra al momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto; se il defunto non ha disposto dei propri beni per testamento si fa luogo alla successione per legge. Quando si parla di successione a causa di morte bisogna tener presente che sono necessarie alcune formalità per completare il subentro degli eredi nei beni del defunto (il “De Cuius”). In particolare, una di carattere giuridico (l’accettazione dell’eredità) ed una di carattere fiscale (la dichiarazione di successione). Analizziamo anzitutto quella di carattere fiscale: gli eredi hanno l’obbligo di presentare la “Dichiarazione di Successione” entro un anno dalla data di apertura della stessa (ovvero dalla data di morte del de cuius). La dichiarazione deve essere compilata esclusivamente su apposito modello e va presentata presso l’Agenzia delle entrate competente in base al luogo di ultima residenza del defunto. Nella dichiarazione vengono indicati: – i beni immobili sui quali de cuius aveva un diritto reale (proprietà, nuda proprietà ecc.) – i depositi bancari intestati o cointestati – i dati dei soggetti cui l’eredità spetta per legge o testamento. Non vanno invece indicati i beni mobili registrati (ad esempio: macchine o motociclette). Per presentare la dichiarazione di successione è necessario pagare le relative imposte; anche se è prevista una franchigia di 1.000.000 di Euro per il coniuge e ciascun figlio erede relativamente alle imposte di successione, restano da corrispondere le imposte ipotecarie e catastali la cui percentuale dipende dalla possibilità di chiedere delle agevolazioni.
L’accettazione è invece il vero acquisto dell’eredità: può essere espressa o tacita. L’accettazione espressa è una dichiarazione formale, resa in un atto pubblico innanzi ad un Pubblico Ufficiale (Notaio o Cancelliere del tribunale), a cura dell’erede. E’ tacita quando, in mancanza di un atto formale, il chiamato all’eredità compia uno o più atti che presuppongono la sua volontà di accettare: ad esempio la vendita di un bene ereditario, che il chiamato erede non avrebbe diritto di compiere se non volesse accettare l’eredità.

Avv. Tommaso La Rosa

Mail: tommasolarosa@virgilio.it

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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