Home Salute Rovigo Alopecia areata, questa sconosciuta

Alopecia areata, questa sconosciuta

L’alopecia areata è considerata una patologia autoimmune. Non è ancora chiaro perché il sistema immunitario aggredisca i follicoli piliferi, ma generalmente vengono colpite persone con una particolare predisposizione genetica che si combina con altri fattori (stress psicologico severo, carenza di ferro, malnutrizione). Si è visto, ad esempio, che l’alopecia areata è leggermente più comune nei pazienti con altri disordini immunitari, come dermatite atopica, tiroidite, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, gastrite cronica atrofica, Morbo di Crohn, celiachia, vitiligine, diabete mellito di tipo I, e varie forme di allergia. A causa del grave danno determinato dall’aggressione immunitaria, i follicoli piliferi cessano di replicarsi, causando così la caduta dei peli.

L’alopecia areata può insorgere in qualunque periodo della vita. Dal punto di vista clinico si presenta con la comparsa improvvisa di chiazze rotondeggianti completamente glabre. La sede della malattia è molto variabile. Non c’è alcuna conseguenza sulla salute fisica, non è contagiosa, ma ha spesso effetti sulla sfera psicologica: può portare a problemi di autostima, a forme di ansia e depressione. Per queste persone e per i loro familiari, parenti ed amici è nata questa Associazione sostegno alopecia areta (ASAA). Il trattamento dell’alopecia areata risulta difficoltoso e spesso insoddisfacente, sia perché un’elevata percentuale di pazienti non risponde ad alcuna terapia, sia perché a volte le terapie che funzionano su alcuni soggetti spesso non funzionano su altri, sia perché alla sospensione dei trattamenti si assiste frequentemente alla comparsa di recidive. L’Alopecia Areata è una malattia molto difficile da trattare. Il suo decorso spesso non permette di valutare l’efficacia dei trattamenti poiché una ricrescita indotta dal farmaco può non distinguersi da una ricrescita spontanea. Alcuni trattamenti sono in grado di indurre ricrescita di capelli, ma nessuno guarisce il problema.

La scelta del trattamento da prescrivere dipende dall’estensione della malattia e dall’età del paziente. Qualsiasi trattamento deve essere protratto per almeno 9-12 mesi prima di poterne valutare l’efficacia e non esiste alcun dato clinico o laboratoristico che permetta di predire se il paziente ne trarrà qualche beneficio. Purtroppo non ci sono in letteratura studi controllati che comparino l’efficacia dei diversi trattamenti su un campione omogeneo di pazienti. E’ importante che il paziente con alopecia areata riceva un supporto psicologico in quanto la malattia influenza negativamente la qualità di vita del paziente. E’ anche opportuno spiegare al paziente che l’uso della parrucca non ha alcun effetto negativo sulla malattia.

L’attento monitoraggio della malattia, il giudizioso, ma tempestivo ricorso alle terapie, senza lasciare nulla di intentato, sfruttando la combinazione di più trattamenti, devono costituire i cardini di una corretta condotta terapeutica. Il successo terapeutico deve essere perseguito con ancora più determinazione nei bambini, per le considerazioni fatte in precedenza. Compito del medico è conoscere tutti gli aspetti della alopecia areata, così da integrare il programma di assistenza al paziente, la cui gestione può essere piuttosto impegnativa.

 

Dottor Stefano Trimurti

cell. 3929775322

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette