Alto Adige: Non solo coccole l’hotel diventa etico

alto adigeTre case history nella regione-laboratorio sudtirolese con un denominatore comune: dare all’ospitalità dei contenuti e dei valori nuovi Al Drumlerhof di Campo Tures si persegue il bene comune mettendo al centro l’uomo, il rispetto della natura e degli animali nonchè evitando gli sprechi di risorse

 

Il laboratorio Alto Adige è sempre in movimento. Anche in ambito turistico guarda oltre rispetto agli orizzonti tradizionali, proponendosi con novità che non riguardano solo i servizi ma anche gli stessi valori dell’ospitalità. Ed ecco che all’Hotel Drumlerhof di Campo Tures, in Valle Aurina, Stefan Fauster e la moglie Ruth Innerhofer sposano il concetto del bene comune, ovvero i valori di un’economia più umana, più cooperativa e solidale, più ecologica. Ponendo sempre al centro l’uomo e la qualità delle sue relazioni, non il profitto. Tradotto in pratica signifi ca ad esempio agevolare anche i bisogni dei dipendenti e non solo quelli degli ospiti, utilizzare al meglio le risorse evitando sprechi che sono la causa prima dei mali del pianeta, scegliere prodotti per la cucina (tutto e “fatto in casa”) coltivati o allevati dai contadini della zona secondo tecniche che privilegino il rispetto della natura (e degli animali), utilizzare biomasse per produrre energia, lavare in casa la biancheria con detersivi ecocompatibili.

Questa esperienza, che sta dando risultati sorprendenti, è frutto dell’adesione alla filosofia del “bene comune”, nata in Austria nel 2009 e sviluppata in Italia attraverso le “Giornate della sostenibilità” promosse dall’associazione Terra Institute, dall’Abbazia di Novacella e dalla libera Università di Bolzano. All’hotel Pfosl di Nova Ponente, altra casa storica (si hanno notizie di una locanda già dal 1510), la famiglia Zelger ha sposato concetti nuovi per dare alla vacanza anche dei valori etici. Concetti come la costruzione con materiali ecologici per aumentare il benessere degli ospiti (gli esperti dicono che, per esempio, nelle stanze dove abbonda il legno di cirmolo si dorme meglio e si respira più sano), il risparmio di energia attraverso fonti rinnovabili per rispettare di più la natura, la cucina basata su prodotti genuini e locali (possibilmente biologici) per un’alimentazione più sana, attività fi siche nell’ambiente naturale, diversifi cate e guidate da esperti, per migliorare il proprio benessere, sono entrati a pieno titolo nel decalogo del Pfosl. Da seguire con attenzione i consigli del vademecum “Respirare”, possono sorprendere. L’albergo che sorge ai piedi dello spettacolare scenario dolomitico del Catinaccio e del Latemar (patrimonio Unesco) fa parte della costellazione dei Vitalpina Hotels, sviluppatori convinti di queste nuove idee. L’esperienza dell’Hotel Gardena di Ortisei, storico “5 stelle” della famiglia Bernardi, ha fatto propri i valori della prestigiosa catena internazionale Relais & Chateaux di cui fa parte dal 2004. Ovvero la famose “5 C”: cortesia, carattere, calma, charme e ottima cucina. L’ambiente è raffinato, di un lusso mai esibito che trasmette più una sensazione di comfort e piacevolezza, piuttosto che di un’esclusività fine a se stessa. Questo in camere e suites, negli spazi comuni e anche nel reparto Spa e wellness. Il segreto è che dietro c’è una famiglia che sa trattare gli ospiti dell’albergo come ospiti propri. Seconda la più schietta tradizione gardenese, valle di parlata ladina dove l’ospitalità è ancora vissuta come un piacere da condividere.

Fiore all’occhiello del Gardena è il più gourmet dei propri ristoranti, il piccolo e caldo “Anna Stuben”, che da qualche anno si fregia della stella Michelin, forte della creatività del giovane chef altoatesino Reimund Brunner e dell’esperienza nella direzione della sala (un’arte che si va perdendo) di Franz Lageder. Brunner, pur avendo avuto grandi maestri, ha preferito sviluppare un pensiero proprio basando la sua cucina sull’utilizzo di materie prime locali di eccellenza, sul recupero di ingredienti e ricette dimenticati e sulla volontà di garantire leggerezza al piatto. Lageder, amico d’infanzia del compositore e premio Oscar Giorgio Moroder (gardenese doc trapiantato a Hollywood), invece è scopritore di sempre nuovi tesori enologici dell’Alto Adige per arricchire la carta dei vini del ristorante. L’esperienza dei tre alberghi costituisce tre interessanti case history, le tre facce di un’unica medaglia: quella dell’ospitalità vissuta in termini etici, pensata e organizzata in modo nuovo, partendo dal presupposto che ciò che conta è sì il benessere dell’ospite, ma che ciò sia compatibile anche con i valori comuni della vita di tutti noi e dell’ambiente che ci circonda. Un patrimonio da condividere ora, ma anche pensando al domani. Nostro e del pianeta.

 

Hugo Bernardi

hugo bernardi Gabi Bernardi, sorella di Hugo (il titolare dell’Hotel Gardena), è responsabile della Beauty Farm dell’albergo. Si illumina quando parla della cultura ladina e dei suoi valori tradizionali: “Qui gli ospiti non diventeranno mai dei numeri, molti di loro nel corso degli anni sono diventati degli amici. Qui li coccoliamo con attenzioni sincere perchè il nostro albergo è anche la nostra casa e sentirsi come in famiglia fa sempre bene”. “Anche il buon cibo – aggiunge Hugo Bernardi – fa parte di quegli autentici valori dell’accoglienza in cui noi crediamo da sempre”.

 

 

 

Brigitte ed Eva Zigler

Brigitte ed Eva ZiglerBrigitte ed Eva Zigler titolari del Pfosl di Nova Ponente credono nei valori della natura: “La sostenibilità, la protezione della natura e la regionalità autentica dei prodotti utilizzati nella cucina dell’hotel sono al centro della nostra fi losofi a. Questi valori sono la base per migliorare la salute e dare più vitalità e più passione alle proprie attività. Al Pfosl agli ospiti diamo anche le attrezzature per fare attività ed escursioni all’aperto: bici, ciaspole, zaini…”

 

 

 

Stefan Fauster

Stefan FausterStefan Fauster del Drumlerhof di Campo Tures è nato in un piccolo maso a Signat sul Renon. “E’ lì – racconta – che ho imparato a utilizzare con criterio le risorse. Mia mamma prima di tagliare il pane si faceva il segno della croce, in segno di rispetto. Condivido questo gesto. Rispetto ad alberghi di pari categoria noi spendiamo meno negli acquisti privilegiando piccoli produttori della zona e poi in cucina non si butta nulla. Senza togliere bontà ai piatti. Il pianeta si salva anche così”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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