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Il calcio per i bambini: s’impara divertendosi e insieme ai propri amici

polisportiva corte pioveImparare divertendosi e insieme ai propri amici. In queste tre parole si può riassumere la filosofia che sta dietro al settore giovanile della nostra società, in particolare per la categorie rientranti nella fascia della Scuola Calcio, ossia Piccoli Amici, Pulcini ed Esordienti (dai 6 ai 12 anni circa). Già da qualche anno si respira aria nuova a Corte e si cerca di lavorare per creare un ambiente ancor più sano e a misura di bambino, dove possa trovare spazio sia la passione per il gioco del calcio, che tutta l’attività ludico-motoria di base. Una nostra prerogativa è che tutti i bambini interessati ad intraprendere questo fantastico sport abbiano la possibilità di sperimentare l’attivitàin modo totalmente gratuito per il primo mese per poi successivamente decidere, in totale autonomia e senza pressioni, se continuare a praticarla o no: in un mondo in cui troppi bambini vengono influenzati dalle aspettative, dalle ambizioni e dell’agonismo di genitori e parenti, noi abbiamo voluto rimettere in primo piano la volontà del bambino.

Un altro punto cardine della nostra filosofia è il divertimento. In questi ultimi anni siamo purtroppo bombardati da episodi negativi che si ripetono quasi ogni weekend come genitori ultras, mister e dirigenti smaniosi unicamente di vittoria e piccoli atleti pronti ad assecondare i desideri di una o dell’altra parte. In tutto questo troppo spesso ci si dimentica che il calcio è gioia, è divertimento è fare goal e festeggiare insieme a tutti i compagni, è dare tutto in campo, è gioire dei miglioramenti dei nostri ragazzi con un pallone tra i piedi, a discapito della vittoria. Molto spesso capita, soprattutto nelle piccole realtà di provincia, che già dall’inizio dell’attività di base si pensi alla vittoria come unico segnale di crescita di una squadra, si pretenda l’esecuzione perfetta di tecnicismi e tatticismi troppo complessi per gli atleti e si faccia affidamento unicamente agli elementi di maggior talento, lasciando poco margine di crescitaai ragazzi che ancora debbano esprimere appieno le proprie potenzialità. Per garantire una quanto più equilibrata crescita di ogni ragazzo il nostro metodo di lavoro parte dalla base tecnica attraverso esercizi che possano consentire al ragazzo di familiarizzare quanto più possibile con quello che definiamo il loro migliore amico, il pallone: ogni allenamento viene infatti strutturato affinché l’atleta possa passare la maggior parte del tempo con il pallone, aiutando in questo modo anche lo sviluppo e il miglioramento della coordinazione dei movimenti, altro fondamentale elemento che molto spesso viene sottovalutato.

Proprio per il miglioramento della coordinazione, ma anche per la loro crescita caratteriale, nei nostri allenamenti cerchiamo anche di unire e far provare ai ragazzi molti giochi a carattere prevalentemente ludico ed anche altri sport che solitamente esulano dall’attività calcistica, ma che possono dar loro nuovi stimoli e nuove abilità. L’ambizione del nostro lavoro è quella di portare a Corte l’intero settore giovanile, con almeno una squadra per ogni categoria, dai piccoli amici agli juniores, e contemporaneamente creare un ambiente che abbracci i valori di rispetto e fratellanza che lo sport insegna a tutti. Compito di allenatori e dirigenti sarà di insegnare a vivere lo sport a 360°, portando anche valori quali il rispetto degli avversari, delle strutture e dei compagni, educando i ragazzi con regole che possano essere applicate anche al di fuori del contesto calcistico. Penso infatti che se ci fossero più educatori e meno allenatori si migliorerebbe non solo la qualità comportamentale dei ragazzi, ma anche quella tecnica e calcistica nella fattispecie, che porterebbe ad avere squadre di atleti che giocano a calcio, nel vero senso della parola, e non squadre che scendono in campo per puntare unicamente alla vittoria, ma che prediligano la crescita tecnica e comportamentale dei ragazzi.

L’applicazione di questi principi però dovrà richiedere l’impegno e la partecipazione di tutti, dai genitori, ai nonni, ai dirigenti, ai bambini stessi: questa “nuova” visione del gioco del calcio, che viene incoraggiata anche dalle disposizioni FIGC, penso sia l’unica ancora di salvezza in grado di salvare questo sport che negli ultimi anni sembra un po’ alla deriva. Volevo ringraziare l’intero staff societario attuale e quello che lo ha preceduto per aver aiutato ad introdurre e ad implementare questa idea di calcio e di sport in generale, nonché i genitori che si affidano alle nostre idee nonostante la normale diffidenza che si potrebbe avere con questo tipo di programmazione. Bisogna dimostrare ogni giorno che la programmazione e la coesione tra società, piccoli atleti e genitori sia la formula magica per un nuovo tipo di attività fisica ed educazione, imprescindibili nella crescita di ogni bambino.

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