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Istanbul: Veri campi di sterminio per cani randagi

cani randagiIstanbul,  il destino di molti cani turchi è in pericolo. Il ministro degli esteri italiano dice:  “Premesso che – scrive –  numerosi media, blog e organi di stampa in Turchia e in alcuni Paesi europei riportano la notizia di un nuovo «rifugio per animali» a Istanbul.  In realtà questa struttura, fatiscente, non sarebbe volta alla custodia di animali, ma all’eliminazione di massa di decine e decine di migliaia di cani. I cani verrebbero rinchiusi in spazi di 0,5 metri quadrati, senza spazio per muoversi, stazionando nei propri escrementi, senza assistenza veterinaria, senza cibo, in attesa di una morte che può definirsi liberatoria, al termine di questa detenzione”.

“L’edificio è costruito in cemento e acciaio, senza riscaldamento, senza luce, senza riparo dalle intemperie e senza possibilità di ombra o copertura dal sole;  questo vero e proprio campo di sterminio si trova a 3 chilometri di distanza dal nuovo terzo ponte sul Bosforo, nella periferia di Istanbul, e include 2 forni crematori”. La parlamentare, inoltre, ribadisce che a Istanbul vivono circa 200.000 cani randagi. “Non si conoscono con precisione le procedure adottate per la soppressione di questi animali. La costruzione e la manutenzione di questo campo risulterebbe molto costosa, ma si può ragionevolmente ritenere che con l’aiuto di volontari ed associazioni, attraverso, ad esempio, l’adozione di una preventiva campagna di sterilizzazione dei cani randagi, si sarebbero dovuti sostenere costi inferiori o, addirittura, non sarebbe stata necessaria la realizzazione di una simile struttura.”

“Considerando la forte rilevanza economica del turismo, non solo italiano, verso la Turchia, in particolare verso la città di Istanbul e le sue ricchezze storiche e culturali, questa forma brutale e barbara di eliminazione di cani randagi non può non influire sulla reputazione della città turca – scrive la Giammanco nella sua interrogazione al ministro degli Esteri – questa iniziativa ricorda da vicino quanto accaduto ormai un secolo fa sempre a Istanbul, quando migliaia di cani randagi vennero raccolti e lasciati crudelmente morire su un’isola del Mar di Marmara”.  La deputata, in conclusione, chiede di sapere se il Ministro interrogato “sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritenga opportuno procedere ad una segnalazione formale nei confronti del Governo della Turchia, per porre fine ai trattamenti crudeli a cui sarebbero sottoposti i cani randagi di Istanbul”. Tutto questo anche in considerazione dell’importante flusso turistico italiano diretto verso le località turche, in vista della prossima stagione turistica estiva.