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La Montefalco del SAGRANTINO

montefalco_z00Anche il suo vino simbolo, il Sagrantino, parla della storia spirituale di Montefalco. Sagrantino deriva da Sacrantino, vino sacro. Lo portarono nel cuore dell’Umbria i frati Francescani di ritorno dall’Asia Minore e per anni è stato il vino utilizzato nella celebrazione dell’Eucaristia. Montefalco, come altri borghi dell’Umbria, ha una storia intrecciata a doppio filo con le vicende religiose dell’epoca.

Una storia testimoniata dai tanti luoghi dello spirito di cui è ricca la cittadina, a cominciare dal complesso museale di San Francesco, dove, nell’abside della chiesa, sono conservati alcuni fra i più belli affreschi sulla vita di San Francesco. Sono stati realizzati da Benozzo Gozzoli fra il 1450 e il 1452 e ripercorrono con precisione quasi cronistica i momenti più importanti d ella vita del santo di Assisi. Da soli valgono una visita alla cittadina. Ma all’interno delle mura si trovano anche altri gioielli, come la chiesa di Sant’Agostino con il suo bel chiostro e la leggenda del Beato Pellegrino, l’antichissima chiesetta di Santa Lucia, quella di San Bartolomeo. E appena fuori le mura la chiesa di Santa Chiara, con il suo convento di monache di clausura (che possono essere contattate attraverso una grata aperta nella chiesa) e quella di Santa Illuminata, di scuola lombarda.

La sintesi della bellezza di Montefalco è la sua Piazza del Comune, un salotto che di sera si accende di vita e di luci. E su cui stranamente non si affaccia nessuna chiesa, salvo quella sconsacrata di San Filippo Neri che dal secolo scorso è stata trasformata in teatro. Non è difficile intuire come la spiritualità abbia trovato terreno così fertile a Montefalco. Il borgo, definito “La Ringhiera dell’Umbria” per via della sua straordinaria posizione naturale, si trova al centro di un territorio di rara suggestione, caratterizzato da dolci declivi trapuntati di ulivi e vigneti, da rocche e cascine.01

E qui rispunta la storia del Sagrantino, il vino che negli ultimi anni ha accresciuto la fama di Montefalco, sia per la sua produzione di eccellenza (che dal 1992 si fregia anche della Docg) sia per gli eventi di spessore internazionale ad esso collegati, come Enologica, rassegna promossa dal Comune giunta quest’anno all’edizione numero 32 in un crescendo di appuntamenti di rilievo e con ospiti di prima grandezza. Il Sagrantino, che un tempo veniva vinificato solo nella versione passito dolce, oggi è apprezzato soprattutto nella sua versione secca. “È un vino di grande struttura, di un colore rubino tendente al granato – dice Marco Caprai, il produttore di Montefalco che forse più di tutti ha contribuito a rendere famoso il Sagrantino nel mondo – con un ricco corredo di tannini e polifenoli che garantisce al prodotto una eccezionale longevità”.

In occasione della recente Enologica, Caprai ha invitato a Montefalco il sommelier uruguaiano, ma oggi residente negli Usa, Charly Arturaola che in anteprima ha presentato il film di cui è protagonista, “El camino del vino”, pellicola dell’argentino Nicolas Carreras già finalista all’ultimo Festival di Berlino. Arturaola è rimasto impressionato dal fascino di Montefalco, come pure il produttore americano Mondavi. Una visita a Montefalco è anche l’occasione per visitare le tante cantine del territorio, nonchè le aziende che producono ottimo olio extravergine di oliva. Alcune si sono attrezzate anche per dare ospitalità. A Fabbri, frazione a pochi chilometri da Montefalco che si nota in lontananza grazie alla sua rocca restaurata, l’azienda “Rocca di Fabbri” della famiglia Vitali, oltre a far visitare la propria cantina scavata nel tufo, offre ospitalità nella residenza di campagna “Subretia” ricavata restaurando un’antica cascina.

di Renato Malaman