La revisione dell’assegno di mantenimento

Tra le questioni nodali di una separazione e di un divorzio vi è, senza dubbio, la determinazione dell’assegno di mantenimento a favore dei figli ed eventualmente del coniuge “economicamente più debole”. L’assegno di mantenimento può essere stabilito dal giudice con un proprio provvedimento oppure può essere rimesso ad accordi liberamente sottoscritti dai coniugi; tuttavia in qualunque momento l’assegno di mantenimento, disposto in favore del coniuge o dei figli a seguito di separazione personale o di divorzio, può essere oggetto di revisione (e/o di revoca) qualora sopravvengano determinate circostanze nuove. Successivamente alla quantificazione dell’assegno possono infatti verificarsi delle variazioni (purché provate ed obiettive) nella situazione economica dei coniugi -rispetto a quella accertata al momento della pronuncia del provvedimento o dell’accordo- tali da legittimare la richiesta di una revisione dell’importo, o addirittura la sua revoca. Prima di tutto va detto che la domanda di revisione dell’assegno può essere avanzata sia dall’avente diritto sia dal coniuge obbligato a versarlo.
Ciò si registra quando vi è un notevole incremento (si è divenuti eredi di un ingente patrimonio, oppure il coniuge beneficiario ha trovato un lavoro e percepisce un proprio reddito…) o deterioramento della situazione economica di uno dei coniugi (il coniuge obbligato ha perso il lavoro, è fallita la sua società, oppure versa in condizioni di salute particolarmente gravi…). Un altro fattore che può determinare la modifica dell’assegno di mantenimento è la costituzione di una nuova famiglia del coniuge obbligato (tale circostanza potrebbe infatti legittimare una nuova valutazione comparativa delle potenzialità economiche e delle capacità finanziarie delle parti). Anche la convivenza more uxorio (purché stabile, continua e regolare) dell’avente diritto con altra persona potrebbe essere valutata dal giudice quale circostanza atta ad incidere sulla situazione patrimoniale del coniuge creditore. Ogni situazione va comunque valutata in concreto.
Si aggiunga, infine, che in caso di divorzio le nuove nozze dell’ex coniuge creditore dell’assegno fanno cessare automaticamente l’obbligo a carico dell’altro di corrispondergli l’assegno. In tutti gli altri casi (come pure le aumentate esigenze dei figli) la revisione dell’assegno di mantenimento non è automatica ma richiede un provvedimento del giudice in seguito alla presentazione di un ricorso per l’assegno di mantenimento ex art. 710 c.p.c. (o art. 9 legge n. 898/1970 se trattasi di assegno divorzile).

Avv. Federica Crivellaro
crivellarofederica@libero.it

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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