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Limena: “Manca un milione, che fare?”

municipio limenaDue appuntamenti per coinvolgere la cittadinanza nel dibattito sul Bilancio di Previsione 2015. Il primo a Limena e il successivo a Taggì di Sotto, per intercettare i cittadini più lontani dal centro. “Due momenti per capire insieme ai cittadini come affrontare il disavanzo di oltre un milione di euro dovuto ai tagli e alla crisi che ci impone di dover mettere mano sia ai costi dei servizi sia all’aumento delle aliquote di nostra competenza”, afferma il Sindaco Giuseppe Costa.

Dati alla mano e slide sui monitor, l’Assessore al Bilancio, Daniela Favaro, ha spiegato come le entrate a disposizione del Comune siano drasticamente diminuite a 2 milioni di euro (quota di previsione 2015). Nel 2009 si superavano i 3 milioni e mezzo. Gli amministratori hanno lamentato la difficoltà di non poter usufruire del gettito dei capannoni di categoria D, cifra che si aggirerebbe intorno ai 2,5 milioni. Seppur i cittadini siano tenuti a pagare 3.600.000 euro di IMU, di questi ultimi, solo un milione e 100 mila euro rimarrebbero a beneficio del territorio. Tutto il resto lo incasserebbe il Governo centrale. Le voci di spesa maggiormente onerose risultano essere le utenze energetiche degli edifici pubblici, la mensa scolastica e il trasporto scolastico. “Ci hanno chiesto di valutare con attenzione quali siano i servizi essenziali e di tagliare quelli meno importanti – spiega Favaro – Per quanto riguarda le aliquote, è emerso che se l’aumento ci deve essere, questo non deve colpire le famiglie a basso reddito”.

Il Sindaco ha espresso alcune possibilità di intervento: “Si potrebbe aumentare la Tasi al 2,5 per mille, introiettando 750 mila euro o evitare di utilizzare il pulmino scolastico nel centro del paese, risparmiando 30 mila euro, ma non vogliamo decidere senza un confronto”. Il gruppo di Limenattiva e Democratica non nasconde il proprio dissenso sulla scelta di coinvolgimento della comunità cittadina, come spiega Riccardo Zanon, capogruppo di LAD: “Discutibile la messa a bilancio, nel 2014, di entrate straordinarie per coprire le spese correnti, entrate che ovviamente quest’anno mancano all’appello. Lamentare un buco di quasi 1 milione e 200 mila euro, quando le minori entrate da parte del Governo sono state di 300 mila euro vuol dire ammettere di aver sbagliato qualcosa. Triste riscontrare come l’anno scorso in previsione delle elezioni, per evitare tagli ai servizi o aumenti di tasse, ci si sia esibiti con un bilancio forzato e già a pochi mesi dalle elezioni si intervenga chiedendo soldi ai cittadini”.

Nicol Stefani

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