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“Meditare significa unirsi all’universo”

Marzia CiampoliAbbiamo incontrato Marzia Ciampoli, insegnante chioggiotta di yoga e meditazione, che si dedica a questa pratica dall’età di 12 anni. Viaggiando frequentemente con i suoi genitori per portare aiuti umanitari in Nepal, sul “tetto del mondo” incontra il grande rimpoche Chatral, che diventa il suo maestro di yoga e la sua guida spirituale. Il percorso e la crescita spirituale di Marzia l’hanno portata ad inaugurare due anni fa il suo centro e asd Dimensione Creativa, in viale Ionio a Sottomarina, dove insegna diverse discipline di yoga, acrobatica e fitness insieme ad Annalisa Miccio.
Com’è cominciato il tuo percorso?
“Quando ero molto piccola ho superato una grande prova sul piano fisico e credo sia iniziato tutto da lì. La vita stessa è la nostra maestra e, se è vero che siamo noi a scegliere il nostro percorso di vita, ecco allora che l’incontro da giovanissima con Chatral rimpoche, in Nepal, mi si è posto magicamente davanti! Poi, come in tanti altri campi, bisogna avere anche una certa “predisposizione” alla meditazione, detta grande sensibilità. C’è chi ne ha di più e chi di meno, ovvero chi è più pronto e chi non lo è ancora”.
Cosa significa per te meditare?
“Perdersi per poi ritrovarsi. Avere il desiderio di fermarsi un minuto durante la giornata e ascoltare la vita, amplificando i sensi e lasciando che tutto avvenga e scorra in modo fluido. Meditare significa unirsi all’universo, emozionarsi per le cose semplici e, in questo modo, darsi sempre la possibilità di amare ed essere amati. Questa è anche l’insegnamento dell’energia più assoluta, cioè Dio”.
Meditazione fa rima con spiritualità?
“La meditazione non ha molto a che vedere con una spiritualità intesa come sinonimo di religiosità e fede. Invece, si ritrova in armonia con la profondità, l’interiorità e
l’ascolto verso il proprio sé, che descrivono la spiritualità che voglio intendere”.
Quali tecniche meditative adoperi più frequentemente?
“Le tecniche meditative sono tantissime. Si parte dal Pranayama, ovvero dal controllo del respiro, fondamentale per combattere l’ansia e rilassarsi, e ci si può aiutare con i Mantra, i suoni sacri, o le campane tibetane. Arrivo a suonarne circa 13 contemporaneamente! Poi lavoro sulla meditazione dinamica di Osho, con la quale arrivo a toccare in modo davvero intenso e profondo la mia anima con emozioni fortissime e indescrivibili”.
A chi consiglieresti di praticare meditazione?
“Lo consiglierei a tutti e la inserirei anche nelle scuole: potrebbe generare adulti molto più consapevoli, sani ed equilibrati a livello mentale, insomma delle persone più felici! Ciononostante, è il caso di approcciarsi alla meditazione con una corretta predisposizione e voglia di mettersi in discussione. Bisogna avere la forza per cominciare a vedere le cose e le persone in modo totalmente diverso da prima. Non importa di che religione sei, meditare ti fa entrare in contatto con l’energia assoluta, che alcuni chiamano Dio”.
Puoi suggerirci una meditazione “fai da te” da applicare nel nostro quotidiano?
“Una grande meditazione quotidiana è fermarsi e iniziare ad osservare e ascoltare il proprio respiro naturale. Poi, si può cominciare ad inspirare lentamente dal naso, fino a riempire il ventre, e ad espirare lasciando andare tutta l’aria dalla bocca. Mentre inspiro cerco di raggruppare i pensieri negativi e le paure, che poi, durante l’espirazione, farò uscire tutte insieme all’aria. È interessante ripeterlo per almeno dieci respiri, dopo i quali mi sentirò già più forte e leggero”.

Sara Boscolo Marchi

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