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Mira: emergenza cimiteri, riesumazioni al via

cimitero gambarareUna risposta anche se dettata dall’emergenza. La vicenda dei cimiteri di Mira pieni, dopo le denunce di famigliari ed esponenti delle forze politiche, ha una prima soluzione. Il Comune di Mira è corso ripari, e ha dato il via nelle scorse settimane a via decine di riesumazioni nel camposanto di Gambarare, il principale del territorio. L’ordinanza emessa dal sindaco Alvise Maniero ha fatto partire i lavori che proseguiranno fino al 25 marzo prossimo, liberando per le sepolture a terra, una settantina di posti.

“Le operazioni – spiegano negli uffici comunali – verranno compiute con tutti i crismi dell’igienicità, e consultando ovviamente i famigliari dei defunti. In questo modo la situazione emergenziale legata alla carenza di loculi, anche se non risolta, potrà trovare una prima risposta”. La situazione nei 5 cimiteri dopo l’intervento che ha dato il via alle riesumazioni è la seguente: a Gambarare, principale cimitero, sono stati occupati gli ultimi due loculi a inizio mese. A Oriago la situazione è analoga, con i loculi rimasti si andrà avanti per altri 4 mesi al massimo. A Mira Taglio il cimitero monumentale dietro la chiesa di San Nicolò, è da tempo inutilizzabile perché non ci sono più posti ne in loculi, ne a terra. I campi di inumazione sono completi a Mira, Oriago e Marano. C’è solo qualche posto a Malcontenta. Non c’è posto inoltre nemmeno per le urne cinerarie a Oriago e Mira. Di fatto, per almeno due anni non ci saranno nuovi loculi e le salme trasmigreranno da un cimitero all’altro, con costi aggiuntivi per i residenti. Il Comune di Mira ammette che il problema è reale, soldi in cassa però ad ora non ce ne sono, e rimanda a ipotetici progetti di campisanti in project financing. Un commento parzialmente positivo arriva da Paolo Lucarda, impresario funebre.

“Si tratta – dice Lucarda – di una prima risposta che certamente non basta. Non si capisce come mai però si debba arrivare a questo punto prima di intervenire”. Ma poi c’è un altro aspetto da considerare. “Solitamente – conclude Lucarda – le riesumazioni non vengono mai fatte alla scadenza dei 10 anni, ma almeno a 15- 20. Le famiglie dei defunti, trovandosi di fronte ad una salma spesso intera non possono optare per la riposizione in un ossario dei resti. Resta la possibilità di rinnovare la sepoltura per altri 5 anni spendendo circa un migliaio di euro, o per la cremazione, che ha un costo analogo. Tutti soldi a carico delle famiglie, che oltre al dolore per una pratica così delicata, devono far fronte anche a spese impreviste, in un periodo di crisi economica”.
di Alessandro Abbadir

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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