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Montagnana: quanto è inquinata l’acqua del Fratta?

fratta gorzone montagnanaPfas, Fratta Gorzone e acqua inquinata. La salubrità dei nostri corsi d’acqua e di ciò che esce dai rubinetti è diventato il tema del mese nel Montagnanese. Tra denunce di amministratori locali, campagne di monitoraggio imposte dalle istituzioni e incontri di informazione quasi ad ogni settimana, timori e bisogno di informazioni si sono fatti pressanti. Il tema principe è quello dell’inquinamento del Fratta-Gorzone, nelle cui acque sono state rilevate qualità notevoli di sostanze perluoro-alchiliche (Pfas), elementi chimici che potrebbero causare anche effetti tumorali nella popolazione. Nella vicina Lonigo stanno per cominciare i campionamenti sulle persone previsti dal programma di biomonitoraggio voluto da Regione Veneto e Istituto Superiore di Sanità proprio per valutare l’incidenza dei Pfas nella salute dei cittadini del Basso Veneto.

Nello specifico sarà effettuato un prelievo del sangue a 80 cittadini delle Usl 5 e Ulss 6, precisamente per i Comuni di Brendola, Lonigo e Sarego, a pochi chilometri dai confini padovani e dove sono concentrati aziende e allevamenti agricoli che utilizzano pozzi con valori di Pfas superiori a quelli indicati dall’Istituto Superiore di Sanità. Una seconda fase, peraltro, coinvolgerà altre 160 persone dell’Usl 5. Il programma di biomonitoraggio vede coinvolta anche l’Usl 17, visto che il Fratta-Gorzone serve pure attività e residenti di Montagnana, territorio interessato dal collettore consortile che trasferisce i reflui depurati di cinque depuratori (Trissino, Arzignano, Montecchio, Montebello e Lonigo) nel canale Fratta-Gorzone all’altezza di Cologna. Per questo territorio, tuttavia, non è previsto il campionamento del sangue umano. L’Usl 17 si limita a prendere in esame le attività di alcune aziende agricole montagnanesi, analizzando fanghi, foraggi e animali. E se da una parte c’è chi chiede controlli più approfonditi per il nostro territorio (il consigliere Pd Piero Ruzzante lo ha chiesto ufficialmente con un’interrogazione alla giunta veneta), dall’altra gli enti preposti al controllo rassicurano. Il Centro Veneto Servizi, l’ente che garantisce e controlla la potabilità della nostra acqua, ricorda come chiunque possa verificare tutti i parametri relativi all’acqua che esce dal rubinetto: basta collegarsi al portale www.centrovenetoservizi.it, cliccare sull’icona “Che acqua bevi?” e scegliere dal menu il proprio Comune. Il Cvs ribadisce: “In nessun Comune afferente a Cvs ci sono situazioni di pericolo per la presenza di Pfas. Nel territorio state segnalate solo nell’acqua che arriva a Montagnana e in una frazione del comune di Urbana. Cvs non ha mai sottovalutato la questione: non appena emerso il problema ha avviato operazioni di ricerca, monitoraggio continuo e sistemi per la messa in sicurezza e il filtraggio”.

di Nicola Cesaro

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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