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Ramm e Vetronaviglio, a rischio oltre 60 posti di lavoro

ventronaviglio protestaOccupazione a rischio e chiusure di aziende, problemi che assillano il territorio di Pianiga, anche all’inizio del 2015. Due le aziende in difficoltà, dopo che nei mesi scorsi, aveva chiuso il centro cottura Cibis a Cazzago. Si tratta della Ramm Srl e della Vetronaviglio. Per la Ramm che si occupava di trattamento di rifiuti, si tratta del triste epilogo in una storia di mafia. A rimetterci però saranno 23 operai dell’azienda di via Marinoni a Pianiga, che dal 13 febbraio scorso, si trovano di fronte alla presentazione di un concordato preventivo da parte dell’azienda, di fatto il fallimento.

Gli operai molti del posto, del miranese, e anche del meridione d’Italia, rischiano addirittura di vedersi dissolvere il diritto alla mobilità retribuita per un inghippo burocratico. La situazione della Ramm, è precipitata quando il prefetto di Venezia, dopo aver recepito le indagini delle Procure che hanno constatato che l’azienda è implicata in giri d’affari con clan della mafia calabrese, ha escluso la Ramm dagli appalti pubblici, revocando anche quelli che gli erano già stati assegnati. Nel giro di pochi mesi l’attività ha accumulato un buco di quasi 4 milioni di euro. Oggi l’attività è ridotta del 90%. Lavorano una manciata di persone, ed è stata avviata il 3 febbraio una procedura di mobilità per il licenziamento di 18 lavoratori su 22 totali. La società, oggi è di proprietà al 50% di Niccolò Rossato e di Enrico Rossato e amministrata da Francesco Busato. Busato, a causa della mancanza di commesse, ha deciso di depositare il 13 febbraio la domanda di concordato preventivo al Tribunale di Venezia. Ciò determina l’impossibilità per l’amministratore di sottoscrivere l’accordo sindacale per la collocazione in mobilità dei lavoratori in esubero, poiché non ha potere di firma e manca l’avallo del giudice delegato. Il risultato è che 22 lavoratori continuano a vivere nell’incertezza. A rischio chiusura anche la Vetronaviglio di Rivale di Pianiga, con 40 operai. Si occupa di produrre materie plastiche.

“L’azienda – spiegano i sindacati – è in grosse difficoltà economiche, e non paga più nemmeno i fornitori. Per salvarsi dal tracollo sta cercando di traslocare la sua attività produttiva in Lombardia, dove avrebbe stretto un accordo con una ditta che lavora per conto terzi in grado di fornire manodopera a prezzi stracciati. Chi la gestisce, per salvare il salvabile e poi magari arrivare a dichiarare fallimento e riaprire sotto altro nome, sta facendo lavorare in questo ultimo mese i 40 operai a ritmo continuo, facendo portare fuori gli stampi industriali dal sito di Pianiga per poi spedirli chissà dove. Il patrimonio di questa azienda che produce materie plastiche, è sostanzialmente nei mezzi di produzione che ha, visto che il capannone in cui si trova, non è di sua proprietà”. I sindacati e gli operai sono però decisi ad andare avanti spediti. In questi giorni hanno anche inviato una lettera al Prefetto di Venezia Domenico Cuttaia, chiedendo a questa istituzione di difendere la fabbrica e i 40 posti di lavoro. Sulla questione delle due aziende interviene il sindaco del paese Massimo Calzavara.“Cercherò nel limite del possibile – spiega – di salvaguardare i posti di lavoro di queste persone, coinvolgendo anche associazioni di categoria e Prefettura”.

 

Alessandro Abbadir

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